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Gli occhi imparano due volte

 

Da bambini bastava una pozzanghera per immaginare un oceano. Crescendo abbiamo imparato a dare un nome a ogni cosa, ma, insieme ai nomi, abbiamo perso un po' dello stupore. Eppure il mondo non ha smesso di essere sorprendente. Siamo noi che, a volte, attraversiamo la bellezza con la fretta di chi guarda l'orologio invece dell'orizzonte.

La meraviglia non è un privilegio dell'infanzia. È uno sguardo. E gli sguardi, a differenza degli anni, possono sempre imparare di nuovo.

Ci convinciamo che per essere felici servano eventi straordinari, mete lontane, giorni perfetti. Così finiamo per aspettare la vita proprio mentre la vita ci passa accanto. Intanto il sole continua a disegnare tramonti che non chiedono spettatori, gli alberi cambiano veste senza fare rumore e una risata sincera riesce ancora a riempire una stanza più di qualsiasi parola.

La bellezza ha un modo tutto suo di presentarsi. Non bussa forte, non pretende attenzione. Assomiglia a un passero che si posa sul davanzale: se ti avvicini troppo in fretta, vola via. Se invece ti fermi un istante, scopri che era lì da sempre.

Forse non siamo diventati meno capaci di meravigliarci. Siamo diventati più bravi a distrarci. Abbiamo riempito le giornate di impegni, gli occhi di schermi e i pensieri di domani, dimenticando che la vita accade sempre nello spazio silenzioso del presente.

Eppure basta poco perché qualcosa si risvegli. Il profumo della pioggia sull'asfalto, il mare d'inverno, una finestra aperta al mattino, una mano che cerca la nostra senza un motivo. Sono istanti così semplici da sembrare invisibili, e proprio per questo custodiscono una ricchezza che non si può comprare.

Forse la meraviglia non consiste nello scoprire qualcosa che non abbiamo mai visto. Forse consiste nel riuscire a guardare con occhi nuovi ciò che ci accompagna da sempre.

Perché la felicità, molto spesso, non arriva facendo rumore. Cammina accanto a noi con la discrezione della luce del mattino. E aspetta soltanto il momento in cui alzeremo gli occhi dall'orologio per tornare, finalmente, a guardare l'orizzonte.

 

13 Luglio 2026

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