Io sono quel tipo di uomo che spaventa.
Non perché urlo…
ma perché ti guardo negli occhi
e resto.
Perché quando parlo, non invento.
Scavo.
E ti invito a fare lo stesso.
Io non sono per chi vuole sentirsi dire solo ciò che consola.
Io sono per chi ha il coraggio di sentire
anche ciò che scuote.
Sono fatto di silenzi che parlano più di mille frasi,
di carezze che non toccano la pelle
ma l’anima.
Non ti chiederò mai di essere perfetta.
Solo vera.
Cruda.
Incapace di fingere.
Perché io non mi innamoro del trucco,
ma delle crepe.
Non delle risposte pronte,
ma delle domande mai dette.
Ti porterò in notti che non finiscono,
in conversazioni che tolgono il sonno,
in attimi in cui sentirai di non dover più nascondere niente.
E so che non tutte reggono.
C'è chi mi chiama “troppo”.
Troppo intenso.
Troppo serio.
Troppo vero.
Ma non è con loro che sto parlando adesso.
Sto parlando a te.
A te che leggi e senti un nodo in gola.
A te che ti sei sempre chiesta se esistesse un uomo
che ti vedesse… così.
Non nel corpo.
Nell’essenza.
Nel punto esatto dove nessuno ha mai avuto il coraggio di fermarsi.
Io sono lì.
Senza maschere.
Senza strategie.
Senza vie d’uscita.
E se sei tu quella che resta…
non sarai amata per ciò che mostri,
ma per ciò che credevi che nessuno potesse amare davvero.
(15 Dicembre 2025, ore 02:05)
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