Passa ai contenuti principali

In primo piano

Ciò che è rimasto

Ci sono persone che amiamo senza che tra noi sia mai accaduto davvero qualcosa. Ed è difficile spiegare un sentimento quando non ha una storia da raccontare. Non ci sono promesse mantenute o promesse infrante. Nessun ricordo abbastanza grande da poterci tornare dentro. Nessun ultimo giorno da rimpiangere. Ci sono soltanto piccoli momenti. Uno sguardo rimasto dentro più a lungo del necessario. Una presenza che, senza sapere perché, ho cominciato ad aspettare. Il modo in cui cercavo di incrociare i suoi occhi. Una parola scambiata una volta, dei saluti che per un po' hanno fatto parte delle nostre giornate e che, poi, hanno smesso di esserci. Dettagli che per lei forse non hanno mai avuto lo stesso significato che avevano per me e che, invece, dentro di me hanno lentamente cominciato a significare qualcosa. È strano affezionarsi così. È strano arrivare a sentire tanto per qualcuno con cui si è parlato così poco, senza sapere nemmeno se si abbia il diritto di chiamarlo...

Rosa notturna

 

Tu sei una rosa cresciuta lontano dalle mani,
di quelle che il vento attraversa piano
senza riuscire mai a portarne via il profumo.

Ti penso così,
ferma in una luce che non mi appartiene del tutto,
eppure capace di restarmi dentro
come fanno certe cose
che non si vivono davvero,
ma cambiano comunque una vita.

Ci sono sere in cui arrivi all’improvviso,
nel modo in cui cade la pioggia sui balconi,
nel riflesso fragile delle vetrine vuote,
in quel silenzio sottile
che resta dopo una canzone amata troppo.

E allora mi sembri una rosa notturna,
aperta soltanto per chi sa guardare piano,
con i petali pieni di malinconia
e la bellezza discreta
delle cose che non chiedono mai di essere trattenute.

Forse è questo che mi disarma di te:
il tuo appartenere al mondo
con la stessa grazia distante della luna,
così vicina agli occhi
eppure irraggiungibile alle mani.

Io ti porto dentro senza fare rumore,
come si custodisce un fiore trovato per caso
tra le pagine di un libro dimenticato.
Non sai quando sia stato messo lì,
né da chi,
ma aprendolo senti ancora il profumo.

E tu sei rimasta così dentro di me:
un dettaglio lieve diventato eterno,
una rosa lasciata aperta nel cuore
da una stagione che non ha mai avuto un nome.

A volte vorrei dirtelo
quanto sei bella nei tuoi silenzi,
quanto somigli all’alba
quando il cielo sembra sul punto di confessare qualcosa
e poi cambia colore senza parlare.

Ma certe rose si amano in punta di respiro,
senza stringerle troppo,
senza chiedere nulla al destino.

Solo restando lì,
a contemplare la meraviglia
di averle incontrate anche solo una volta.

 



Commenti

Post più popolari