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Gli occhi imparano due volte

  Da bambini bastava una pozzanghera per immaginare un oceano. Crescendo abbiamo imparato a dare un nome a ogni cosa, ma, insieme ai nomi, abbiamo perso un po' dello stupore. Eppure il mondo non ha smesso di essere sorprendente. Siamo noi che, a volte, attraversiamo la bellezza con la fretta di chi guarda l'orologio invece dell'orizzonte. La meraviglia non è un privilegio dell'infanzia. È uno sguardo. E gli sguardi, a differenza degli anni, possono sempre imparare di nuovo. Ci convinciamo che per essere felici servano eventi straordinari, mete lontane, giorni perfetti. Così finiamo per aspettare la vita proprio mentre la vita ci passa accanto. Intanto il sole continua a disegnare tramonti che non chiedono spettatori, gli alberi cambiano veste senza fare rumore e una risata sincera riesce ancora a riempire una stanza più di qualsiasi parola. La bellezza ha un modo tutto suo di presentarsi. Non bussa forte, non pretende attenzione. Assomiglia a un passero che si p...

Qualcosa di te

 

Da qualche tempo che non saprei più misurare,
porto dentro una strana malinconia felice.
È la stessa che deve provare un giardino
quando sente arrivare la primavera
sapendo che non potrà trattenerla.

Da allora il mondo è diventato pieno di te.
Non della tua immagine.
Di quella traccia invisibile
che lasciano le cose bellissime
quando attraversano un'esistenza.

Ti ritrovo nella luce che si posa sui muri al tramonto,
nell'erba alta che si piega al vento,
nel canto degli uccelli prima dell'alba,
quando il mondo è ancora buio
ma qualcuno ha già deciso di credere nella luce.

A volte mi commuove immaginarti.
Non accanto a me.
Nel mondo.

Mi commuove sapere che da qualche parte
stai vivendo una giornata qualunque.
Che forse hai appena sorriso.
Che forse una ciocca di capelli
ti è caduta davanti agli occhi
e tu l'hai spostata senza pensarci.

Piccole cose.
Eppure l'universo intero
non potrebbe ripeterle nello stesso modo.

Perché non esisterà mai più
questa precisa combinazione di luce,
respiro,
pensieri
e battiti.

E qualche volta accade una cosa strana.
Davanti a un mare immenso.
A un cielo che si accende all'improvviso.
A una bellezza così grande
da costringermi al silenzio.

Il mio primo pensiero sei tu.
Non perché ti desideri lì per me.
Ma perché certe meraviglie
sembrano nate per essere condivise.

E ci sono momenti
che meriterebbero due paia di occhi.
Mentre io ne ho soltanto uno.

Allora ti immagino per un istante.
Con il vento tra i capelli.
La luce sul viso.
Lo stesso stupore negli occhi.
E il mondo mi sembra più completo.

Poi quell'istante passa.
Ma resta una gratitudine immensa.
Perché tu ne fai parte.

E qualche volta,
davanti a una bellezza improvvisa,
mi si riempiono gli occhi di lacrime.
Non perché sia triste.
Ma perché il cuore,
quando incontra qualcosa di immensamente bello,
non sempre riesce a distinguere
la gioia dal dolore.

Allora resta lì,
in silenzio,
a traboccare.

Come un lago che contiene il cielo.
Come la mia anima,
che continua a trovare qualcosa di te
in tutte le cose che rendono il mondo
un posto meraviglioso.

 


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