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Ti avrei donato

  Ti avrei donato il silenzio del mattino, quando il mondo è ancora un foglio bianco, per stenderlo sotto i tuoi passi stanchi e farti camminare sulle nuvole, senza affanno. Ti avrei donato il riflesso della luna in un bicchiere, perché tu potessi bere luce nelle notti buie e trasformare ogni tua piccola paura in una perla da custodire nel palmo della mano. Ti avrei donato l’attimo esatto in cui il fiore sboccia, quel brivido invisibile che nessuno sa guardare, per dirti che la tua bellezza non vive nel tempo che passa, ma nell’incanto eterno che sai seminare restando. Ti avrei donato l’eco di ogni mia parola taciuta, quelle nascoste tra i battiti del cuore, per farne un mantello caldo contro il freddo della vita e ricordarti, in ogni istante, che non sei mai sola. Ti avrei donato l’orizzonte dove il cielo cade nel mare, quel confine sottile in cui l’impossibile si fa carezza, perché tu potessi sentire, nell’ultima vibrazione dell’aria, che ogni mio battito...

Il Fiore di Ciliegio

 

 


 

Sei un fiore di ciliegio,
un sogno che sboccia nei pensieri,
una luce lontana, mai toccata,
un miraggio che vive nei miei occhi,
dove il tempo si dissolve,
e il ricordo di te non svanisce mai.

Non ti vedo da tempo,
eppure ogni gesto, ogni sguardo,
è intagliato nel profondo del mio cuore,
come il profilo di un fiore che non appassisce,
ma rimane sospeso nell’aria, eterno.

Ogni volta che chiudo gli occhi,
sento il tuo sorriso danzare lieve tra le ombre,
un petalo che sfiora il cuore,
un respiro che non muore,
un’eco di te che persiste,
perché ogni attimo vissuto con te
è un frammento di infinito.

Mi manca il tuo viso,
le linee delicate che lo accarezzano,
quegli occhi nei quali mi perdevo,
come in un abisso di stelle,
quella fossetta sul mento che compariva appena,
e le tue labbra carnose,
che avrei voluto sfiorare con le dita,
come un sospiro dolce,
un bacio sospeso nell’eternità del vento.

Mi manca il tuo finto broncio,
quel piccolo gesto che sussurrava più di mille parole,
un gioco di emozioni non dette,
che mi struggeva e mi avvolgeva,
perché anche nel silenzio, ogni espressione di te
era un richiamo, un’onda che mi travolgeva
e che non riuscivo a ignorare.

Le tue dita lunghe, così aggraziate,
sfioravano l’anima senza mai toccarla,
e io avrei voluto intrecciare le mie con le tue,
per sentire, in un solo battito,
il cuore danzare all’unisono,
nell’unione silenziosa di chi si comprende senza parole.

Mi manca la tua presenza,
i tuoi capelli neri, fiumi di seta,
che avrei voluto accarezzare,
scivolando tra le dita come un sogno senza fine,
un sogno che non ha bisogno di risveglio.

Sei impressa in me, come un fiore che cresce nell’anima,
e anche se i nostri corpi non si sono mai avvicinati,
il tuo ricordo è la mia primavera,
una bellezza che non sfiorisce mai,
che rimane sospesa nell’aria,
intatta, perfetta,
e impossibile da dimenticare.

Non so quando ti vedrò,
ma ti porto dentro come una carezza di vento,
un fiore che sboccia nel mio cuore,
e che non ha bisogno di tempo
per restare, per vivere,
per essere per sempre.

🌸

 

 (15 Aprile 2025 ore 02.00)

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