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La parola giusta
Ho visto qualcuno,
mentre inciampava tra i pensieri
in una strada senza nome.
Un angolo qualsiasi,
un giorno qualsiasi,
ma quell’ombra era diversa.
Sembrava una domanda
senza punto interrogativo.
Nessuna parola è stata detta.
Non servono frasi
a chi porta la tristezza con grazia.
Le parole restano sospese,
custodite per dopo.
Da tempo c’è un mestiere strano:
raccogliere brandelli di vita
e cucirli in versi,
come se bastasse la poesia
a far respirare di nuovo.
Si cammina tra muri che non ascoltano,
tra corpi distratti e suoni che pungono,
e si scrive.
Si scrive come si beve,
come si piange,
come si prega senza fede.
A volte sembra di poter volare,
non con le ali,
ma con una frase che spacca il cielo.
Poi si ricade —
ogni parola è anche il proprio peso.
Eppure,
quando uno sguardo resta sospeso fra i pensieri,
non è lontano.
Sta solo cercando
la parola giusta
per ricominciare.
Una parola che dica:
“ti vedo
quando nessuno ti guarda”.
Una parola che scrive
per non far sparire.
Perché se la musica guarisce,
la poesia
tiene vivi
quando la voce non basta.
(28 Settembre 2025. ore 02:30)
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