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Ti avrei donato

  Ti avrei donato il silenzio del mattino, quando il mondo è ancora un foglio bianco, per stenderlo sotto i tuoi passi stanchi e farti camminare sulle nuvole, senza affanno. Ti avrei donato il riflesso della luna in un bicchiere, perché tu potessi bere luce nelle notti buie e trasformare ogni tua piccola paura in una perla da custodire nel palmo della mano. Ti avrei donato l’attimo esatto in cui il fiore sboccia, quel brivido invisibile che nessuno sa guardare, per dirti che la tua bellezza non vive nel tempo che passa, ma nell’incanto eterno che sai seminare restando. Ti avrei donato l’eco di ogni mia parola taciuta, quelle nascoste tra i battiti del cuore, per farne un mantello caldo contro il freddo della vita e ricordarti, in ogni istante, che non sei mai sola. Ti avrei donato l’orizzonte dove il cielo cade nel mare, quel confine sottile in cui l’impossibile si fa carezza, perché tu potessi sentire, nell’ultima vibrazione dell’aria, che ogni mio battito...

La parola giusta


 

Ho visto qualcuno,
mentre inciampava tra i pensieri
in una strada senza nome.
Un angolo qualsiasi,
un giorno qualsiasi,
ma quell’ombra era diversa.
Sembrava una domanda
senza punto interrogativo.

Nessuna parola è stata detta.
Non servono frasi
a chi porta la tristezza con grazia.
Le parole restano sospese,
custodite per dopo.

Da tempo c’è un mestiere strano:
raccogliere brandelli di vita
e cucirli in versi,
come se bastasse la poesia
a far respirare di nuovo.

Si cammina tra muri che non ascoltano,
tra corpi distratti e suoni che pungono,
e si scrive.
Si scrive come si beve,
come si piange,
come si prega senza fede.

A volte sembra di poter volare,
non con le ali,
ma con una frase che spacca il cielo.
Poi si ricade —
ogni parola è anche il proprio peso.

Eppure,
quando uno sguardo resta sospeso fra i pensieri,
non è lontano.
Sta solo cercando
la parola giusta
per ricominciare.

Una parola che dica:
“ti vedo
quando nessuno ti guarda”.
Una parola che scrive
per non far sparire.

Perché se la musica guarisce,
la poesia
tiene vivi
quando la voce non basta.

 

(28 Settembre 2025. ore 02:30) 

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