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Quando il silenzio fiorisce
C’era una
volta, nascosta nel mare,
una conchiglia difficile da trovare.
Non si apriva mai, non faceva rumore,
eppure da dentro brillava il suo cuore.
Le onde
passavano senza insistere,
i pesci la guardavano senza capire.
“È vuota,” dicevano, “non canta, non splende.
Che strana creatura, che resta silente.”
Ma dentro
la conchiglia viveva un mondo,
profondo, infinito, segreto e rotondo.
C’erano cieli che non han tramonto,
fiumi di luce e giardini in racconto.
Un intero
universo fatto di suoni,
che non uscivano… per paura dei tuoni.
Lei li teneva, stretti nel petto,
perché nessuno li rompesse in dispetto.
“Se apro
la voce, se mostro chi sono,
forse si spegne il mio piccolo dono.”
Così restava chiusa, senza parole,
mentre il mare le danzava attorno al sole.
Un giorno
arrivò, da lontano lontano,
un bimbo-poeta col cuore in mano.
Non venne a pescare, né a prender conchiglie,
ma ad ascoltar le più mute meraviglie.
Camminava
scalzo tra scogli d’inchiostro,
ascoltava i gabbiani e il sale nel vento.
Poi vide la conchiglia, ferma, discreta,
e la sentì… come fosse segreta.
“Tu non
parli,” disse, “ma io ti sento.
Hai dentro il mare, l’amore, il talento.
Forse nessuno ti ha mai chiesto niente…
ma io ascolto anche chi resta silente.”
Si sedette
accanto con carta e matita,
e scrisse parole mai udite in vita.
Non erano versi, né grandi canzoni,
ma chiavi leggere per cuori prigioni.
La
conchiglia tremò, piano piano,
come una lacrima in un cuore umano.
E si aprì da sé, senza rumore,
lasciando uscire un bagliore d’amore.
Da dentro
uscì una figura lucente,
una donna di luce, ma quasi trasparente,
che pareva fatta di cielo e sera,
di tutto ciò che il mondo dispera.
Aveva lo
sguardo di chi ha troppo visto,
eppure sorrideva come un fiore mai tristo.
“Tu mi hai trovata, piccolo amico,
senza forzare, restando vicino.”
“Credevo
che il mondo non volesse sapere
che dentro di me c'è un intero sentire.
Ma tu mi hai ascoltata senza domande…
ed io ora canto, più dolce di onde.”
Il bimbo
sorrise, non disse parola,
ma scrisse una riga che il vento consola:
"Chi parla poco, spesso ha più dentro.
Chi sa ascoltare, illumina il centro."
10 Settembre 2025
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