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Ti avrei donato

  Ti avrei donato il silenzio del mattino, quando il mondo è ancora un foglio bianco, per stenderlo sotto i tuoi passi stanchi e farti camminare sulle nuvole, senza affanno. Ti avrei donato il riflesso della luna in un bicchiere, perché tu potessi bere luce nelle notti buie e trasformare ogni tua piccola paura in una perla da custodire nel palmo della mano. Ti avrei donato l’attimo esatto in cui il fiore sboccia, quel brivido invisibile che nessuno sa guardare, per dirti che la tua bellezza non vive nel tempo che passa, ma nell’incanto eterno che sai seminare restando. Ti avrei donato l’eco di ogni mia parola taciuta, quelle nascoste tra i battiti del cuore, per farne un mantello caldo contro il freddo della vita e ricordarti, in ogni istante, che non sei mai sola. Ti avrei donato l’orizzonte dove il cielo cade nel mare, quel confine sottile in cui l’impossibile si fa carezza, perché tu potessi sentire, nell’ultima vibrazione dell’aria, che ogni mio battito...

Nel punto esatto del silenzio


 

Ti riconosco dal silenzio,
dal punto esatto in cui il mondo si ferma
e resta solo il cuore, nudo,
a ricordarsi di te.

Non serve che arrivi.
Ti sento nel battito, nella pausa del respiro,
in quel filo invisibile che tiene insieme
ciò che non si tocca, ma esiste.

A volte mi attraversi come luce sotto pelle,
non fai rumore, ma resti.
E tutto ciò che ero si piega,
si arrende a quel passare dolce che mi lascia intero.

Se alzo lo sguardo,
non cerco il cielo,
cerco il luogo dove finisci tu
e cominci a mancarmi.

Eppure è lì che ti trovo:
tra la paura e la pace,
tra ciò che non dico e ciò che resta,
tra mani vuote
che raccolgono il tuo nome come aria.

E allora chiudo gli occhi
e ti lascio abitare ogni ombra e ogni luce,
come se il mondo intero fosse solo il tuo nome,
sussurrato piano tra le cose che non ci appartengono,
ma che, proprio per questo, mi fanno sentire infinito.

 

(14 Novembre 2025 ore 01:30) 

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