Passa ai contenuti principali

In primo piano

Ciò che è rimasto

Ci sono persone che amiamo senza che tra noi sia mai accaduto davvero qualcosa. Ed è difficile spiegare un sentimento quando non ha una storia da raccontare. Non ci sono promesse mantenute o promesse infrante. Nessun ricordo abbastanza grande da poterci tornare dentro. Nessun ultimo giorno da rimpiangere. Ci sono soltanto piccoli momenti. Uno sguardo rimasto dentro più a lungo del necessario. Una presenza che, senza sapere perché, ho cominciato ad aspettare. Il modo in cui cercavo di incrociare i suoi occhi. Una parola scambiata una volta, dei saluti che per un po' hanno fatto parte delle nostre giornate e che, poi, hanno smesso di esserci. Dettagli che per lei forse non hanno mai avuto lo stesso significato che avevano per me e che, invece, dentro di me hanno lentamente cominciato a significare qualcosa. È strano affezionarsi così. È strano arrivare a sentire tanto per qualcuno con cui si è parlato così poco, senza sapere nemmeno se si abbia il diritto di chiamarlo...

Nel punto esatto del silenzio


 

Ti riconosco dal silenzio,
dal punto esatto in cui il mondo si ferma
e resta solo il cuore, nudo,
a ricordarsi di te.

Non serve che arrivi.
Ti sento nel battito, nella pausa del respiro,
in quel filo invisibile che tiene insieme
ciò che non si tocca, ma esiste.

A volte mi attraversi come luce sotto pelle,
non fai rumore, ma resti.
E tutto ciò che ero si piega,
si arrende a quel passare dolce che mi lascia intero.

Se alzo lo sguardo,
non cerco il cielo,
cerco il luogo dove finisci tu
e cominci a mancarmi.

Eppure è lì che ti trovo:
tra la paura e la pace,
tra ciò che non dico e ciò che resta,
tra mani vuote
che raccolgono il tuo nome come aria.

E allora chiudo gli occhi
e ti lascio abitare ogni ombra e ogni luce,
come se il mondo intero fosse solo il tuo nome,
sussurrato piano tra le cose che non ci appartengono,
ma che, proprio per questo, mi fanno sentire infinito.

 

(14 Novembre 2025 ore 01:30) 

Commenti

Post più popolari