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Ti avrei donato

  Ti avrei donato il silenzio del mattino, quando il mondo è ancora un foglio bianco, per stenderlo sotto i tuoi passi stanchi e farti camminare sulle nuvole, senza affanno. Ti avrei donato il riflesso della luna in un bicchiere, perché tu potessi bere luce nelle notti buie e trasformare ogni tua piccola paura in una perla da custodire nel palmo della mano. Ti avrei donato l’attimo esatto in cui il fiore sboccia, quel brivido invisibile che nessuno sa guardare, per dirti che la tua bellezza non vive nel tempo che passa, ma nell’incanto eterno che sai seminare restando. Ti avrei donato l’eco di ogni mia parola taciuta, quelle nascoste tra i battiti del cuore, per farne un mantello caldo contro il freddo della vita e ricordarti, in ogni istante, che non sei mai sola. Ti avrei donato l’orizzonte dove il cielo cade nel mare, quel confine sottile in cui l’impossibile si fa carezza, perché tu potessi sentire, nell’ultima vibrazione dell’aria, che ogni mio battito...

Se solo lo sapessi


 

Ti penso
più spesso di quanto dovrei,
ma meno di quanto vorrei.

Sei un pensiero che arriva
quando tutto tace,
quando il mondo si distrae
e posso permettermi di sentirti
senza che nessuno se ne accorga.

Non ti ho detto abbastanza —
forse nulla.
Eppure, nel mio silenzio,
ci sei tu:
intera.

Sei rimasta tra le cose
che non ho vissuto
ma che ho sentito come vere.

E a volte mi chiedo
se anche tu,
in quel poco,
hai sentito tutto.

 

(04 Novembre 2025, ore 3:40) 

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