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Ciò che è rimasto

Ci sono persone che amiamo senza che tra noi sia mai accaduto davvero qualcosa. Ed è difficile spiegare un sentimento quando non ha una storia da raccontare. Non ci sono promesse mantenute o promesse infrante. Nessun ricordo abbastanza grande da poterci tornare dentro. Nessun ultimo giorno da rimpiangere. Ci sono soltanto piccoli momenti. Uno sguardo rimasto dentro più a lungo del necessario. Una presenza che, senza sapere perché, ho cominciato ad aspettare. Il modo in cui cercavo di incrociare i suoi occhi. Una parola scambiata una volta, dei saluti che per un po' hanno fatto parte delle nostre giornate e che, poi, hanno smesso di esserci. Dettagli che per lei forse non hanno mai avuto lo stesso significato che avevano per me e che, invece, dentro di me hanno lentamente cominciato a significare qualcosa. È strano affezionarsi così. È strano arrivare a sentire tanto per qualcuno con cui si è parlato così poco, senza sapere nemmeno se si abbia il diritto di chiamarlo...

Appena un po’


 

Se fossi vento,
passerei tra i tuoi capelli senza farmi sentire,
solo per esserci,
come una carezza che dimentichi, ma ti manca.

Se fossi pioggia,
cadrei piano sulle tue spalle
e in ogni goccia ti lascerei un pensiero,
senza nome, ma con la mia voce.

Ti scriverei col fiato sui vetri,
così che il sole, asciugando,
non porti via le parole
ma le faccia entrare in casa.

Sono qui,
tra il ticchettio dell’orologio e le luci spente,
con il cuore sporco di giorni
da quando non ti vedo più.

Ma se ti svegli e guardi fuori,
e c’è un cielo che sembra aver dimenticato il blu,
pensami.
Non tanto — appena un po’.

 

 (01 Ottobre 2025. ore 03:25)

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