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Ti avrei donato

  Ti avrei donato il silenzio del mattino, quando il mondo è ancora un foglio bianco, per stenderlo sotto i tuoi passi stanchi e farti camminare sulle nuvole, senza affanno. Ti avrei donato il riflesso della luna in un bicchiere, perché tu potessi bere luce nelle notti buie e trasformare ogni tua piccola paura in una perla da custodire nel palmo della mano. Ti avrei donato l’attimo esatto in cui il fiore sboccia, quel brivido invisibile che nessuno sa guardare, per dirti che la tua bellezza non vive nel tempo che passa, ma nell’incanto eterno che sai seminare restando. Ti avrei donato l’eco di ogni mia parola taciuta, quelle nascoste tra i battiti del cuore, per farne un mantello caldo contro il freddo della vita e ricordarti, in ogni istante, che non sei mai sola. Ti avrei donato l’orizzonte dove il cielo cade nel mare, quel confine sottile in cui l’impossibile si fa carezza, perché tu potessi sentire, nell’ultima vibrazione dell’aria, che ogni mio battito...

Appena un po’


 

Se fossi vento,
passerei tra i tuoi capelli senza farmi sentire,
solo per esserci,
come una carezza che dimentichi, ma ti manca.

Se fossi pioggia,
cadrei piano sulle tue spalle
e in ogni goccia ti lascerei un pensiero,
senza nome, ma con la mia voce.

Ti scriverei col fiato sui vetri,
così che il sole, asciugando,
non porti via le parole
ma le faccia entrare in casa.

Sono qui,
tra il ticchettio dell’orologio e le luci spente,
con il cuore sporco di giorni
da quando non ti vedo più.

Ma se ti svegli e guardi fuori,
e c’è un cielo che sembra aver dimenticato il blu,
pensami.
Non tanto — appena un po’.

 

 (01 Ottobre 2025. ore 03:25)

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