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Ciò che è rimasto

Ci sono persone che amiamo senza che tra noi sia mai accaduto davvero qualcosa. Ed è difficile spiegare un sentimento quando non ha una storia da raccontare. Non ci sono promesse mantenute o promesse infrante. Nessun ricordo abbastanza grande da poterci tornare dentro. Nessun ultimo giorno da rimpiangere. Ci sono soltanto piccoli momenti. Uno sguardo rimasto dentro più a lungo del necessario. Una presenza che, senza sapere perché, ho cominciato ad aspettare. Il modo in cui cercavo di incrociare i suoi occhi. Una parola scambiata una volta, dei saluti che per un po' hanno fatto parte delle nostre giornate e che, poi, hanno smesso di esserci. Dettagli che per lei forse non hanno mai avuto lo stesso significato che avevano per me e che, invece, dentro di me hanno lentamente cominciato a significare qualcosa. È strano affezionarsi così. È strano arrivare a sentire tanto per qualcuno con cui si è parlato così poco, senza sapere nemmeno se si abbia il diritto di chiamarlo...

E se restare fosse amore


 

Quando l’altro tace,
e il silenzio si fa mare,
riesci a non nuotarci contro?
A lasciare che la quiete ti lambisca
senza chiamarla abbandono?

Sai dire “mi manchi”
come si dice “ti penso”,
senza travestirlo da accusa,
senza chiedere al cuore dell’altro
di battere al ritmo del tuo?

C’è un’eleganza nell’attesa,
una fedeltà gentile
nel distinguere il bisogno che nutre
dal desiderio che colora.

E dopo la tempesta,
puoi restare sulla riva,
a guardare le parole che affiorano lente,
senza sperare che l’altro
legga nelle tue pause il tuo cuore?

Quando la distanza arriva,
per stanchezza, per paura, per respiro,
puoi accoglierla come si accoglie la sera,
sapendo che anche l’ombra
ha la forma della luce?

Amare è accettare che l’altro
non sia la tua salvezza,
ma il tuo specchio più vero:
quello che riflette
non chi cerchi di essere,
ma chi sei quando smetti di fingere.

Riesci a calmarti da solo,
a posare la tua ansia
come un fiore sul tavolo,
senza aspettare che qualcuno
lo trovi bello per te?

Ci vuole coraggio
a non fare del confine una ferita,
a non leggere il silenzio come rifiuto,
a non confondere libertà con perdita.

Forse è questo, l’amore:
due solitudini che sanno toccarsi
senza annullarsi,
che scelgono di restare,
non per bisogno,
ma per stupore.

E in quell’istante,
dove niente è promesso
ma tutto è sentito,
il cuore,
finalmente,
non chiede più di essere amato:
ama.

 

(14 Dicembre 2025, ore 02.10) 

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