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Ti avrei donato

  Ti avrei donato il silenzio del mattino, quando il mondo è ancora un foglio bianco, per stenderlo sotto i tuoi passi stanchi e farti camminare sulle nuvole, senza affanno. Ti avrei donato il riflesso della luna in un bicchiere, perché tu potessi bere luce nelle notti buie e trasformare ogni tua piccola paura in una perla da custodire nel palmo della mano. Ti avrei donato l’attimo esatto in cui il fiore sboccia, quel brivido invisibile che nessuno sa guardare, per dirti che la tua bellezza non vive nel tempo che passa, ma nell’incanto eterno che sai seminare restando. Ti avrei donato l’eco di ogni mia parola taciuta, quelle nascoste tra i battiti del cuore, per farne un mantello caldo contro il freddo della vita e ricordarti, in ogni istante, che non sei mai sola. Ti avrei donato l’orizzonte dove il cielo cade nel mare, quel confine sottile in cui l’impossibile si fa carezza, perché tu potessi sentire, nell’ultima vibrazione dell’aria, che ogni mio battito...

Tra un battito e l'altro


Il cuore non chiede.

Si inclina appena,

come fa la luce

quando entra senza voler restare.

 

Ogni battito è una cura invisibile,

un gesto piccolo

che nessuno vede

ma che tiene insieme

tutto.

 

La pelle lo sa

prima del pensiero.

Le mani si fermano,

gli occhi imparano

a non cercare.

 

C’è un amore

che vive solo

tra un battito e l’altro:

non prende spazio,

non lascia segni,

ma cambia il modo

di respirare.

 

E se commuove

non è per ciò che promette,

ma per ciò che rinuncia,

per la grazia silenziosa

di restare

senza essere chiesto.

 


(16 Gennaio 2026, ore 03:35)

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