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Ti avrei donato

  Ti avrei donato il silenzio del mattino, quando il mondo è ancora un foglio bianco, per stenderlo sotto i tuoi passi stanchi e farti camminare sulle nuvole, senza affanno. Ti avrei donato il riflesso della luna in un bicchiere, perché tu potessi bere luce nelle notti buie e trasformare ogni tua piccola paura in una perla da custodire nel palmo della mano. Ti avrei donato l’attimo esatto in cui il fiore sboccia, quel brivido invisibile che nessuno sa guardare, per dirti che la tua bellezza non vive nel tempo che passa, ma nell’incanto eterno che sai seminare restando. Ti avrei donato l’eco di ogni mia parola taciuta, quelle nascoste tra i battiti del cuore, per farne un mantello caldo contro il freddo della vita e ricordarti, in ogni istante, che non sei mai sola. Ti avrei donato l’orizzonte dove il cielo cade nel mare, quel confine sottile in cui l’impossibile si fa carezza, perché tu potessi sentire, nell’ultima vibrazione dell’aria, che ogni mio battito...

La Volpe e la Luna

 




In una notte serena, una Volpe camminava attraverso il bosco. Il suo pelo era di un rosso brillante e i suoi occhi scintillavano di curiosità. La Volpe amava la notte più di ogni altra cosa perché era l’unico momento in cui poteva parlare con la sua amica più cara, la Luna.

La Luna, con il suo viso pallido e gentile, vegliava sulla Volpe ogni notte, illuminando il suo cammino tra gli alberi. Quella notte, però, la Luna sembrava triste. Il suo splendore era offuscato da una velatura di nuvole.

“Perché sei così triste, cara Luna?” chiese la Volpe preoccupata.

“Mi sento sola,” sospirò la Luna. “Le stelle sono lontane e gli umani non guardano più in alto come una volta.”

La Volpe rifletté per un momento, poi ebbe un’idea. “Aspetta qui,” disse, e corse via nel bosco. Tornò dopo poco con una corona di fiori notturni che brillavano al chiaro di luna. Con un balzo aggraziato, la Volpe lanciò la corona verso il cielo.

La corona si posò delicatamente attorno alla Luna, e i fiori luminosi iniziarono a brillare come piccole stelle. La Luna sorrise, il suo splendore rinnovato dalla gentilezza della Volpe.

“Ora non sei più sola,” disse la Volpe con un sorriso. “E ogni volta che gli umani guarderanno in alto, vedranno la tua bellezza e non potranno fare a meno di ammirarti.”

Da quella notte, la Luna non si sentì mai più sola. E la volpe dal cuore grande, continuò a passeggiare nel bosco, felice di aver regalato un po’ di luce a chi le aveva sempre illuminato la strada.

 (01 Luglio 2024 ore 01.00)


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