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Ti avrei donato

  Ti avrei donato il silenzio del mattino, quando il mondo è ancora un foglio bianco, per stenderlo sotto i tuoi passi stanchi e farti camminare sulle nuvole, senza affanno. Ti avrei donato il riflesso della luna in un bicchiere, perché tu potessi bere luce nelle notti buie e trasformare ogni tua piccola paura in una perla da custodire nel palmo della mano. Ti avrei donato l’attimo esatto in cui il fiore sboccia, quel brivido invisibile che nessuno sa guardare, per dirti che la tua bellezza non vive nel tempo che passa, ma nell’incanto eterno che sai seminare restando. Ti avrei donato l’eco di ogni mia parola taciuta, quelle nascoste tra i battiti del cuore, per farne un mantello caldo contro il freddo della vita e ricordarti, in ogni istante, che non sei mai sola. Ti avrei donato l’orizzonte dove il cielo cade nel mare, quel confine sottile in cui l’impossibile si fa carezza, perché tu potessi sentire, nell’ultima vibrazione dell’aria, che ogni mio battito...

Il Fuoco e il Silenzio


 

Nel nero dello specchio
hai posato il tuo volto
come si posa una rosa
sulla lama di un pensiero.

Luce e ombra ti danzano addosso
come due amanti gelosi della tua pelle.
Ma tu resti immobile,
più vera di loro,
più intensa del riflesso che ti tradisce.

Non sei solo bellezza.
Sei l'enigma da cui nasce la bellezza.
Il punto in cui il tempo s’inchina
e la poesia si arrende.

La tua bocca
non cerca parole:
le ordina.
E il silenzio obbedisce.
Il tuo sguardo
non chiede. Decide.
E chi lo incontra non torna più intero.

Hai il profilo di un mondo
che nessun cartografo ha mai osato disegnare:
una mappa fatta di labbra e mistero,
di spalle nude e domande senza risposta.

Chi ti guarda,
non guarda te
ma l’idea che ogni uomo ha
di ciò che non potrà mai del tutto possedere.
Non per mancanza di mani,
ma per vertigine dell’anima.

Eppure, in quel gesto semplice
del braccio che si solleva con grazia,
c’è un potere antico,
quasi divino.
Come se sapessi
che il desiderio più profondo
non nasce dal mostrarsi,
ma dal sapere quando fermarsi.

Tu non seduci.
Tu insegni al fuoco a parlare.

E questa immagine,
sospesa tra ombra e ardore,
sarà ricordata non per ciò che mostra,
ma per ciò che accende.

 

 (26 Maggio 2025 ore 21.10)

 

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