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In primo piano

Ti avrei donato

  Ti avrei donato il silenzio del mattino, quando il mondo è ancora un foglio bianco, per stenderlo sotto i tuoi passi stanchi e farti camminare sulle nuvole, senza affanno. Ti avrei donato il riflesso della luna in un bicchiere, perché tu potessi bere luce nelle notti buie e trasformare ogni tua piccola paura in una perla da custodire nel palmo della mano. Ti avrei donato l’attimo esatto in cui il fiore sboccia, quel brivido invisibile che nessuno sa guardare, per dirti che la tua bellezza non vive nel tempo che passa, ma nell’incanto eterno che sai seminare restando. Ti avrei donato l’eco di ogni mia parola taciuta, quelle nascoste tra i battiti del cuore, per farne un mantello caldo contro il freddo della vita e ricordarti, in ogni istante, che non sei mai sola. Ti avrei donato l’orizzonte dove il cielo cade nel mare, quel confine sottile in cui l’impossibile si fa carezza, perché tu potessi sentire, nell’ultima vibrazione dell’aria, che ogni mio battito...

Oltre lo sguardo


 

Ieri, mentre il giorno indossava il bianco
e Marina sorrideva al tempo,
tra le mani che stringevano futuro
e gli occhi che si colmavano di luce,
io ho sentito qualcosa che non si vede.

Una carezza nell’aria,
un silenzio che parlava piano,
come se ogni istante contenesse
una nota del tuo respiro.

Non eri lì, eppure c’eri.
Nel modo in cui il sole filtrava tra le nuvole,
in quella gioia che sapeva di malinconia,
nel battito lento del cuore,
come se aspettasse uno sguardo mancato.

Eri la voce che non ha parlato,
la presenza che non si mostra ma abita.
Eri nel nodo alla gola che non sapevo sciogliere,
nella dolcezza improvvisa
che nessuno avrebbe notato,
ma che io… io ho riconosciuto.

Forse era solo un pensiero.
O forse eri tu,
che da qualche angolo del giorno
mi guardavi senza farti vedere,
come fa l’amore quando è timido
e troppo vero per essere detto.

E allora ti ho portata con me,
dentro ogni emozione custodita,
in quel luogo segreto
dove l’anima conserva le cose più preziose.

E mentre tutto intorno era festa,
io ti ho sentita vicino al mio cuore,
senza parole, senza peso,
come si sente una rosa
che sboccia silenziosa…
nel giardino della memoria.

E forse non c’eri.
Ma il mio amore, sì.
Silenzioso, vive ancora in me.

 

(12 Maggio 2025 ore 02.05)

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