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Oltre lo sguardo
Ieri, mentre il
giorno indossava il bianco
e Marina sorrideva al tempo,
tra le mani che stringevano futuro
e gli occhi che si colmavano di luce,
io ho sentito qualcosa che non si vede.
Una carezza
nell’aria,
un silenzio che parlava piano,
come se ogni istante contenesse
una nota del tuo respiro.
Non eri lì,
eppure c’eri.
Nel modo in cui il sole filtrava tra le nuvole,
in quella gioia che sapeva di malinconia,
nel battito lento del cuore,
come se aspettasse uno sguardo mancato.
Eri la voce che
non ha parlato,
la presenza che non si mostra ma abita.
Eri nel nodo alla gola che non sapevo sciogliere,
nella dolcezza improvvisa
che nessuno avrebbe notato,
ma che io… io ho riconosciuto.
Forse era solo
un pensiero.
O forse eri tu,
che da qualche angolo del giorno
mi guardavi senza farti vedere,
come fa l’amore quando è timido
e troppo vero per essere detto.
E allora ti ho
portata con me,
dentro ogni emozione custodita,
in quel luogo segreto
dove l’anima conserva le cose più preziose.
E mentre tutto
intorno era festa,
io ti ho sentita vicino al mio cuore,
senza parole, senza peso,
come si sente una rosa
che sboccia silenziosa…
nel giardino della memoria.
E forse non
c’eri.
Ma il mio amore, sì.
Silenzioso, vive ancora in me.
(12 Maggio 2025 ore 02.05)
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