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Ciò che è rimasto

Ci sono persone che amiamo senza che tra noi sia mai accaduto davvero qualcosa. Ed è difficile spiegare un sentimento quando non ha una storia da raccontare. Non ci sono promesse mantenute o promesse infrante. Nessun ricordo abbastanza grande da poterci tornare dentro. Nessun ultimo giorno da rimpiangere. Ci sono soltanto piccoli momenti. Uno sguardo rimasto dentro più a lungo del necessario. Una presenza che, senza sapere perché, ho cominciato ad aspettare. Il modo in cui cercavo di incrociare i suoi occhi. Una parola scambiata una volta, dei saluti che per un po' hanno fatto parte delle nostre giornate e che, poi, hanno smesso di esserci. Dettagli che per lei forse non hanno mai avuto lo stesso significato che avevano per me e che, invece, dentro di me hanno lentamente cominciato a significare qualcosa. È strano affezionarsi così. È strano arrivare a sentire tanto per qualcuno con cui si è parlato così poco, senza sapere nemmeno se si abbia il diritto di chiamarlo...

Il Canto del Salice




 

Dormi, fatina, tra rami d’argento,
sussurra il salice un dolce lamento,
ma non temere, è solo una carezza,
una lacrima lieve che danza con brezza.

Ali di seta, piume di luce,
la fatina vola e il sogno induce,
tra fili di luna e polvere dorata,
porta nel cuore una magia incantata.

Il vento le canta una dolce canzone,
che scioglie la notte in pura emozione,
e il salice piange per mondi lontani,
ma lei raccoglie quei pianti arcani.

“Ogni lacrima è una stella cadente,
che porta nel cielo un desiderio splendente.
Non temere, dolce albero amico,
nel pianto si cela un segreto antico.”

Dormi sereno, avvolto nel silenzio,
la fatina veglia col suo dolce incanto,
tra i sogni più belli, tra ombre di luce,
porta conforto e pace che mai si riduce.

Chiudi gli occhi, ascolta il respiro,
del salice, del vento, un dolce sospiro,
e nel tuo sonno, tra stelle e mare,
lascia la fatina il cuore cullare.

Nel cuore del bosco, sotto un cielo stellato,
il gufo saggio, antico e dorato,
vola silente tra rami intrecciati,
portando parole da tempi incantati.

Si posa vicino al salice che canta,
e alla fatina che ancora incanta,
il cuore gli trema, ma resta nel velo,
custode di sogni che parlano al cielo.

“Piccola fata, custode dei sogni,
ascolta il vento, segui i bisogni.
C’è chi nel mondo ha perso il sorriso,
donagli luce, donagli il viso.”

La fatina sorride, le ali brillano,
tra le sue mani le stelle scintillano.
Sussurra parole, dolci e leggere,
che curano il cuore e sciolgon le sere

“Incanto di pace, incanto d’amore,
vola nel vento, raggiungi ogni cuore.
Dona speranza, cancella il dolore,
come un abbraccio che scalda l’umore.”

Il gufo annuisce, poi vola lontano,
tra le fronde d’argento e il cielo piano.
E il bosco riposa, cullato dal canto,
di sogni che danzano nel dolce incanto.

 

(18 Agosto 2025, ore 03:14) 

 

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