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Ti avrei donato

  Ti avrei donato il silenzio del mattino, quando il mondo è ancora un foglio bianco, per stenderlo sotto i tuoi passi stanchi e farti camminare sulle nuvole, senza affanno. Ti avrei donato il riflesso della luna in un bicchiere, perché tu potessi bere luce nelle notti buie e trasformare ogni tua piccola paura in una perla da custodire nel palmo della mano. Ti avrei donato l’attimo esatto in cui il fiore sboccia, quel brivido invisibile che nessuno sa guardare, per dirti che la tua bellezza non vive nel tempo che passa, ma nell’incanto eterno che sai seminare restando. Ti avrei donato l’eco di ogni mia parola taciuta, quelle nascoste tra i battiti del cuore, per farne un mantello caldo contro il freddo della vita e ricordarti, in ogni istante, che non sei mai sola. Ti avrei donato l’orizzonte dove il cielo cade nel mare, quel confine sottile in cui l’impossibile si fa carezza, perché tu potessi sentire, nell’ultima vibrazione dell’aria, che ogni mio battito...

Il Canto del Salice




 

Dormi, fatina, tra rami d’argento,
sussurra il salice un dolce lamento,
ma non temere, è solo una carezza,
una lacrima lieve che danza con brezza.

Ali di seta, piume di luce,
la fatina vola e il sogno induce,
tra fili di luna e polvere dorata,
porta nel cuore una magia incantata.

Il vento le canta una dolce canzone,
che scioglie la notte in pura emozione,
e il salice piange per mondi lontani,
ma lei raccoglie quei pianti arcani.

“Ogni lacrima è una stella cadente,
che porta nel cielo un desiderio splendente.
Non temere, dolce albero amico,
nel pianto si cela un segreto antico.”

Dormi sereno, avvolto nel silenzio,
la fatina veglia col suo dolce incanto,
tra i sogni più belli, tra ombre di luce,
porta conforto e pace che mai si riduce.

Chiudi gli occhi, ascolta il respiro,
del salice, del vento, un dolce sospiro,
e nel tuo sonno, tra stelle e mare,
lascia la fatina il cuore cullare.

Nel cuore del bosco, sotto un cielo stellato,
il gufo saggio, antico e dorato,
vola silente tra rami intrecciati,
portando parole da tempi incantati.

Si posa vicino al salice che canta,
e alla fatina che ancora incanta,
il cuore gli trema, ma resta nel velo,
custode di sogni che parlano al cielo.

“Piccola fata, custode dei sogni,
ascolta il vento, segui i bisogni.
C’è chi nel mondo ha perso il sorriso,
donagli luce, donagli il viso.”

La fatina sorride, le ali brillano,
tra le sue mani le stelle scintillano.
Sussurra parole, dolci e leggere,
che curano il cuore e sciolgon le sere

“Incanto di pace, incanto d’amore,
vola nel vento, raggiungi ogni cuore.
Dona speranza, cancella il dolore,
come un abbraccio che scalda l’umore.”

Il gufo annuisce, poi vola lontano,
tra le fronde d’argento e il cielo piano.
E il bosco riposa, cullato dal canto,
di sogni che danzano nel dolce incanto.

 

(18 Agosto 2025, ore 03:14) 

 

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