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L'illusione

  Credo nel vero, lo guardo con occhi di luce. Lo vesto d’ideale, ma lui si spoglia, crudo, reale. E io resto nudo nella mia delusione. Le sue parole, leggere, come piume intrise di fumo, si posano su ciò che speravo, e lo bruciano piano. Avevo visto un’anima dove c’era solo pelle, avevo sentito profondità dove c’era solo eco. Non mi ha mentito, ma io ho ascoltato solo ciò che volevo credere. E ora raccolgo pezzi del mio stesso ideale, caduto ai piedi di una verità che non mi aspettava.   (21 ottobre 2026 ore 03.45)

Il Regno delle Ombre Lucenti


 

Nel cuore di un bosco che non esiste,
dove i sogni crescono come radici dorate,
si trovava un regno di ombre lucenti,
dove la notte non temeva la luce,
e il giorno dormiva nei fiori di velluto.

Gli alberi non avevano foglie,
ma piume d’argento che cantavano al vento
melodie antiche, sussurrate da stelle
che non avevano mai lasciato il cielo,
eppure non brillavano più lassù.
Erano qui, tra le fronde, in quel silenzio
che sa parlare al cuore di chi sa ascoltare.

Nel regno camminava una principessa,
ma non indossava corona né mantello,
portava un vestito di nebbia e luce,
creato con le lacrime di luna
e il sorriso di un sogno impossibile.
Ogni passo era un battito di cuore
che faceva fiorire le pietre,
e ogni suo sguardo trasformava il cielo
in un mare di farfalle di cristallo.

A lei si rivolgeva il vento,
che non era vento, ma un respiro segreto,
e con il suo alito, disegnava arcobaleni
che parlavano la lingua degli angeli.
Le sue mani, di una morbidezza infinita,
toccavano le stelle cadenti e le ricucivano,
perché ogni stella, per lei, era un sogno da non perdere.

Nel suo regno, il tempo non invecchiava.
Le ore erano frutti dorati appesi ai rami,
e chiunque mangiasse uno di quei frutti
si sentiva giovane come il primo mattino
e saggio come l’oceano più profondo.

Ogni notte, quando il cielo si faceva velluto,
la principessa saliva su un cavallo di luna,
che non correva, ma volava,
trasportandola sopra mondi che non avevano nome.
Sospesa tra la realtà e il sogno,
volava dove i desideri non avevano confini,
dove il cuore non temeva di fermarsi,
perché in quel luogo, l’amore non finiva mai.

Eppure, nessuno poteva entrare in quel regno
se non portando con sé il cuore puro come un fiore.
Perché il regno delle ombre lucenti
non si misura con la bellezza degli occhi,
ma con la luce che risplende nel profondo,
dove l'anima sa sognare senza paura,
dove l’amore è un incantesimo che non svanisce mai.

 

(30 Luglio 2025, ore 01:17) 

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