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Nelle pieghe del vento
Se fossi un soffio d’alba,
mi lasceresti scivolare tra le dita,
senza sapere
che ti porto dentro come un segreto antico,
quel che si racconta solo al silenzio.
Se fossi il riflesso di un sogno
che non ti ha mai svegliato,
sarei la luce tenue
che accende il vuoto tra le tue mani,
il posto dove tieni nascosto quello che non hai mai detto.
Ti penso come si pensa a un’ombra
che danza leggera sulla parete,
in un’ora che nessuno aspetta,
ma che nessuno può dimenticare.
E lo sai, lo sai,
perché il mio nome è scritto
nelle pieghe del vento
che ti sfiora quando non guardi,
quel respiro sospeso
che ti segue senza farsi vedere.
Ti ho amata in silenzio,
come si ama un libro chiuso,
con le pagine stanche
di parole non dette,
di storie che non abbiamo mai avuto il coraggio di vivere.
E se a volte ti senti persa,
come un’eco senza voce,
forse stai ascoltando il battito
di un cuore che non smette di chiamarti,
anche quando tu scegli di non sentire.
Non ti chiedo nulla,
ma di portarmi con te,
nella tasca segreta dove tieni le cose fragili,
quelle che non vuoi mostrare a nessuno.
Resta, almeno nel silenzio,
dove il tempo si ferma
e io posso ancora sussurrarti
che sei stata l’unica verità
che abbia mai saputo amare.
(06 Ottobre 2025 ore 01.10)
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