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L'illusione

  Credo nel vero, lo guardo con occhi di luce. Lo vesto d’ideale, ma lui si spoglia, crudo, reale. E io resto nudo nella mia delusione. Le sue parole, leggere, come piume intrise di fumo, si posano su ciò che speravo, e lo bruciano piano. Avevo visto un’anima dove c’era solo pelle, avevo sentito profondità dove c’era solo eco. Non mi ha mentito, ma io ho ascoltato solo ciò che volevo credere. E ora raccolgo pezzi del mio stesso ideale, caduto ai piedi di una verità che non mi aspettava.   (21 ottobre 2026 ore 03.45)

A chi sa restare, nudo


 

Dare è un atto tremendo.
Non un gesto
una resa.
È dire:
“Ecco, sono questo.
Non quello che mostro,
ma ciò che tremo.”

È posare la propria ombra
nel palmo di un altro
e sperare che non la chiuda
come una colpa.

È offrirsi
prima del coraggio,
prima della parola,
prima di sapere
se ci sarà qualcuno
che resterà.

Perché il vero dono
non è ciò che si dà,
ma ciò che si lascia cadere.
La maschera.
La difesa.
L’attesa di essere compresi.

Si dà davvero
solo a chi ha mani fatte di silenzio,
non di bisogno.
Mani che non stringono,
ma contengono.
Che non chiedono forma,
né risposte.

Solo chi ha occhi
che non cercano bellezza,
ma verità
anche se è scomoda,
anche se è spoglia,
anche se fa male
può ricevere ciò che l’anima offre
quando si arrende.

Perché il cuore,
quando ama,
non si mostra.
Si consegna.
E solo pochi
sanno restare
quando lo vedono
così.

Così nudo.
Così umano.
Così vero
da ferire.

 

(24 Giugno 2025 ore 02.50) 

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