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Tra le righe del silenzio

  Se fossi risposta, non farei rumore. Resterei tra le righe che non hai scritto, nel silenzio subito dopo il tuo nome. Non prometterei cieli azzurri né ritorni facili. Solo una presenza storta, vera, come una luce lasciata accesa per chi non sa se rientrerà. E se un giorno quel cielo senza blu ti sembrerà troppo grande, non guardarlo tutto. Abbassa gli occhi un istante. Sono lì. E mi manchi.   (26 Gennaio 2026, Ore 01:10) 

A chi sa restare, nudo


 

Dare è un atto tremendo.
Non un gesto
una resa.
È dire:
“Ecco, sono questo.
Non quello che mostro,
ma ciò che tremo.”

È posare la propria ombra
nel palmo di un altro
e sperare che non la chiuda
come una colpa.

È offrirsi
prima del coraggio,
prima della parola,
prima di sapere
se ci sarà qualcuno
che resterà.

Perché il vero dono
non è ciò che si dà,
ma ciò che si lascia cadere.
La maschera.
La difesa.
L’attesa di essere compresi.

Si dà davvero
solo a chi ha mani fatte di silenzio,
non di bisogno.
Mani che non stringono,
ma contengono.
Che non chiedono forma,
né risposte.

Solo chi ha occhi
che non cercano bellezza,
ma verità
anche se è scomoda,
anche se è spoglia,
anche se fa male
può ricevere ciò che l’anima offre
quando si arrende.

Perché il cuore,
quando ama,
non si mostra.
Si consegna.
E solo pochi
sanno restare
quando lo vedono
così.

Così nudo.
Così umano.
Così vero
da ferire.

 

(24 Giugno 2025 ore 02.50) 

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