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A chi sa restare, nudo
Dare è un atto
tremendo.
Non un gesto
una resa.
È dire:
“Ecco, sono questo.
Non quello che mostro,
ma ciò che tremo.”
È posare la
propria ombra
nel palmo di un altro
e sperare che non la chiuda
come una colpa.
È offrirsi
prima del coraggio,
prima della parola,
prima di sapere
se ci sarà qualcuno
che resterà.
Perché il vero
dono
non è ciò che si dà,
ma ciò che si lascia cadere.
La maschera.
La difesa.
L’attesa di essere compresi.
Si dà davvero
solo a chi ha mani fatte di silenzio,
non di bisogno.
Mani che non stringono,
ma contengono.
Che non chiedono forma,
né risposte.
Solo chi ha
occhi
che non cercano bellezza,
ma verità
anche se è scomoda,
anche se è spoglia,
anche se fa male
può ricevere ciò che l’anima offre
quando si arrende.
Perché il
cuore,
quando ama,
non si mostra.
Si consegna.
E solo pochi
sanno restare
quando lo vedono
così.
Così nudo.
Così umano.
Così vero
da ferire.
(24 Giugno 2025 ore 02.50)
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