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Anatomia del vero
Non c’è bisogno di pioggia per sentirsi acqua.
Il sangue ricorda
anche quando la memoria tace.
Tu, che vivi in superfici taglienti,
sei fatto della stessa sostanza delle domande
che nessuno ha il coraggio di porre.
Non sei risposta:
sei la lama che separa l’apparenza dalla sostanza.
La realtà non è un vestito che indossiamo,
ma una pelle che ci cammina addosso
senza chiederci permesso.
Guarda:
anche le pietre hanno una postura.
Anche il vento ha un’etica,
quando piega le cime degli alberi
senza spezzarle.
Essere vivo non è sopravvivere.
È sopportare la vertigine del pensiero,
è masticare l’eternità a piccoli morsi
senza farsene accorgere dagli altri.
Hai mai toccato un istante assoluto?
È simile al respiro che trattieni
quando qualcosa dentro di te si allarga
troppo per poter essere detto.
Siamo architetture di senso
progettate da un caos che ha studiato geometria.
Il caso, forse, è Dio
che ride in esametri.
Eppure eccoti:
tutto intero, tutto vero, tutto essenziale.
Non per sfidare,
ma per esistere con precisione.
E se qualcuno ti dice che sei troppo,
sorridi come chi sa che “troppo”
è solo una misura inventata
da chi teme la pienezza.
(23 Giugno 2025 ore 00.25)
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