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Tra le righe del silenzio

  Se fossi risposta, non farei rumore. Resterei tra le righe che non hai scritto, nel silenzio subito dopo il tuo nome. Non prometterei cieli azzurri né ritorni facili. Solo una presenza storta, vera, come una luce lasciata accesa per chi non sa se rientrerà. E se un giorno quel cielo senza blu ti sembrerà troppo grande, non guardarlo tutto. Abbassa gli occhi un istante. Sono lì. E mi manchi.   (26 Gennaio 2026, Ore 01:10) 

Il Giardino dei Sogni Finiti


 

C’era un giardino nascosto tra le luci dei sogni,
dove il cielo non era blu, ma d’argento liquido,
e le stelle, timide come bambini,
si nascondevano nei fiori che si aprivano a mezzanotte.
Le nuvole non fluttuavano, ma danzavano,
vestite di seta e di polvere di luna,
e ogni volta che si sfioravano,
il mondo intero tremava di incanto.

Nel cuore del giardino, non c'era terra,
ma un mare di luci che galleggiavano come foglie d’oro,
e ogni onda era un sussurro,
un segreto che il vento raccontava a chi sapeva ascoltare.
Non c’erano sentieri,
ma fiumi di cristallo che scorrevano sotto i piedi,
portando con sé sogni intatti,
come gemme che brillavano in ogni angolo del mondo.

Ogni fiore che sbocciava non era fatto di petali,
ma di luci tremolanti,
e ogni respiro che prendevi era un battito di stelle,
che ti accarezzavano il cuore con dolcezza infinita.
Le farfalle non volavano,
ma sospiravano sospese nell’aria,
e il loro battito d’ali era il suono di una risata lontana
un sorriso che scivolava lungo la pelle del cielo.

Nel giardino c’era un bambino,
con gli occhi pieni di sogni e capelli di vento,
che non camminava,
ma correva su arcobaleni che sorgevano da terra,
e ogni passo che faceva si trasformava in un fiore,
ogni parola che pronunciava, una melodia segreta
che faceva ballare il mondo intero.
Lui raccoglieva i sogni come frutti d’argento,
li intrecciava nelle sue mani di nuvola,
e li offriva alle stelle,
che li prendevano e li rendevano realtà.

Ogni angolo del giardino raccontava una fiaba,
dove i draghi non sputavano fuoco,
ma d’oro liquido,
e i cavalli non correvano sulla terra,
ma sulle ali di vento che disegnavano cieli nuovi.
Ogni passo nel giardino era un inno di bellezza,
un canto che non finiva mai,
e il tempo stesso si fermava
per ascoltare le risate che nascevano da ogni cuore.

Eppure, quando il giardino spariva all’alba,
non era una fine,
ma solo l'inizio di un sogno che non finisce mai,
perché in ogni bambino che gioca nel cuore,
vive una parte di quel giardino,
un angolo segreto dove la luce non muore mai,
e dove i sogni non smettono di volare.

 

(18 Luglio 2025)

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