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Ti avrei donato

  Ti avrei donato il silenzio del mattino, quando il mondo è ancora un foglio bianco, per stenderlo sotto i tuoi passi stanchi e farti camminare sulle nuvole, senza affanno. Ti avrei donato il riflesso della luna in un bicchiere, perché tu potessi bere luce nelle notti buie e trasformare ogni tua piccola paura in una perla da custodire nel palmo della mano. Ti avrei donato l’attimo esatto in cui il fiore sboccia, quel brivido invisibile che nessuno sa guardare, per dirti che la tua bellezza non vive nel tempo che passa, ma nell’incanto eterno che sai seminare restando. Ti avrei donato l’eco di ogni mia parola taciuta, quelle nascoste tra i battiti del cuore, per farne un mantello caldo contro il freddo della vita e ricordarti, in ogni istante, che non sei mai sola. Ti avrei donato l’orizzonte dove il cielo cade nel mare, quel confine sottile in cui l’impossibile si fa carezza, perché tu potessi sentire, nell’ultima vibrazione dell’aria, che ogni mio battito...

Luce sospesa


 

Mi sdraio sulla sabbia,
calda e morbida sotto di me,
come la pelle che ha bevuto il sole
e custodisce ancora il ricordo delle carezze.
Alzo gli occhi al cielo,
un abbraccio infinito di vuoto preciso,
mentre le onde mi cullano con il loro respiro lento.

La luna si mostra a tratti,
timida e sfrontata insieme,
segue le nuvole leggere,
come quei pensieri sfuggenti
che si fanno carezza sul cuore.

L’aria ha un sapore salmastro,
con un tocco di mistero che sfiora l’anima, 
una vibrazione sottile,
un respiro che rallenta e si fa profondo.

Sento tutto intorno:
il vento che danza leggero sulla pelle,
i granelli di sabbia che si spostano,
la luce argentea che disegna sulle onde
tracce di sogni e promesse non dette.

In lontananza,
una barca resta ferma,
immobile come un pensiero
che sceglie di restare.

Non c’è niente da capire,
solo da sentire,
solo da essere qui, adesso,
a respirare questo incanto insieme al mare.

Il mare parla una lingua senza parole,
una melodia di attese senza tempo
e desideri mai pronunciati.

Ogni tanto, un fruscio tra le dune,
un movimento lieve,
forse solo la notte
che si volta piano,
ma c’è qualcosa di più 
una presenza sottile,
una tensione dolce che riempie l’aria,
un invito silenzioso
che non si nega,
che attira senza forza,
che resta,
come l’eco di un sogno condiviso.

E non serve altro.
Solo la notte.
Solo il mare.
E questo sentire
che non chiede nulla,
ma abbraccia tutto.

(22 Luglio 2025 ore 23:30) 

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