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Ciò che è rimasto

Ci sono persone che amiamo senza che tra noi sia mai accaduto davvero qualcosa. Ed è difficile spiegare un sentimento quando non ha una storia da raccontare. Non ci sono promesse mantenute o promesse infrante. Nessun ricordo abbastanza grande da poterci tornare dentro. Nessun ultimo giorno da rimpiangere. Ci sono soltanto piccoli momenti. Uno sguardo rimasto dentro più a lungo del necessario. Una presenza che, senza sapere perché, ho cominciato ad aspettare. Il modo in cui cercavo di incrociare i suoi occhi. Una parola scambiata una volta, dei saluti che per un po' hanno fatto parte delle nostre giornate e che, poi, hanno smesso di esserci. Dettagli che per lei forse non hanno mai avuto lo stesso significato che avevano per me e che, invece, dentro di me hanno lentamente cominciato a significare qualcosa. È strano affezionarsi così. È strano arrivare a sentire tanto per qualcuno con cui si è parlato così poco, senza sapere nemmeno se si abbia il diritto di chiamarlo...

Luce sospesa


 

Mi sdraio sulla sabbia,
calda e morbida sotto di me,
come la pelle che ha bevuto il sole
e custodisce ancora il ricordo delle carezze.
Alzo gli occhi al cielo,
un abbraccio infinito di vuoto preciso,
mentre le onde mi cullano con il loro respiro lento.

La luna si mostra a tratti,
timida e sfrontata insieme,
segue le nuvole leggere,
come quei pensieri sfuggenti
che si fanno carezza sul cuore.

L’aria ha un sapore salmastro,
con un tocco di mistero che sfiora l’anima, 
una vibrazione sottile,
un respiro che rallenta e si fa profondo.

Sento tutto intorno:
il vento che danza leggero sulla pelle,
i granelli di sabbia che si spostano,
la luce argentea che disegna sulle onde
tracce di sogni e promesse non dette.

In lontananza,
una barca resta ferma,
immobile come un pensiero
che sceglie di restare.

Non c’è niente da capire,
solo da sentire,
solo da essere qui, adesso,
a respirare questo incanto insieme al mare.

Il mare parla una lingua senza parole,
una melodia di attese senza tempo
e desideri mai pronunciati.

Ogni tanto, un fruscio tra le dune,
un movimento lieve,
forse solo la notte
che si volta piano,
ma c’è qualcosa di più 
una presenza sottile,
una tensione dolce che riempie l’aria,
un invito silenzioso
che non si nega,
che attira senza forza,
che resta,
come l’eco di un sogno condiviso.

E non serve altro.
Solo la notte.
Solo il mare.
E questo sentire
che non chiede nulla,
ma abbraccia tutto.

(22 Luglio 2025 ore 23:30) 

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