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L'illusione

  Credo nel vero, lo guardo con occhi di luce. Lo vesto d’ideale, ma lui si spoglia, crudo, reale. E io resto nudo nella mia delusione. Le sue parole, leggere, come piume intrise di fumo, si posano su ciò che speravo, e lo bruciano piano. Avevo visto un’anima dove c’era solo pelle, avevo sentito profondità dove c’era solo eco. Non mi ha mentito, ma io ho ascoltato solo ciò che volevo credere. E ora raccolgo pezzi del mio stesso ideale, caduto ai piedi di una verità che non mi aspettava.   (21 ottobre 2026 ore 03.45)

Il silenzio che sa


Ti ho cercata
nella linea sottile
che separa il sentire dal fuggire.
Dove lo sguardo non mente
ma il cuore si nasconde,
e la distanza
diventa difesa.

Ti ho parlato
come si parla al silenzio
che si ama da tempo:
senza pretese,
con parole che non chiedono nulla
se non di essere accolte.

E tu sei apparsa.
Un varco aperto tra le ore,
una domanda tra le righe:
“Parlano di me?”
Sì,
sempre parlavano di te.

Poi, il gelo.
Come se l’intimità sfiorata
fosse un errore da cancellare.
Hai chiamato inquietudine
ciò che era presenza,
hai letto invadenza
dove c’era solo timore
di restare invisibile.

Ma non ti accuso.
So cosa significa aver paura
quando qualcuno ti vede davvero.
Quando una voce
ti arriva dentro
prima che tu abbia deciso di aprire.

Forse non eri pronta,
o forse sì,
ma la tua armatura lo era più di te.

Ora
la mia voce torna al silenzio.
Non per resa,
ma per rispetto.
Perché l’anima,
quando non è accolta,
non reclama,
si ritira.

Non ti rincorrerò.
Non perché non ti voglia,
ma perché so
che chi ha bisogno di fuggire
non è pronto a ricevere
ciò che resta fermo.

Eppure tu sai.
In fondo, lo sai.
Che non tutto il silenzio è vuoto,
e non tutti gli sguardi
sono una minaccia.

Qualcosa,
nel profondo,
ci ha sfiorati entrambi.
E forse un giorno,
quando la paura avrà un volto più gentile,
quel qualcosa troverà spazio
per dire il proprio nome.


(06 Luglio 2025, ore 02.40)

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