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Ti avrei donato

  Ti avrei donato il silenzio del mattino, quando il mondo è ancora un foglio bianco, per stenderlo sotto i tuoi passi stanchi e farti camminare sulle nuvole, senza affanno. Ti avrei donato il riflesso della luna in un bicchiere, perché tu potessi bere luce nelle notti buie e trasformare ogni tua piccola paura in una perla da custodire nel palmo della mano. Ti avrei donato l’attimo esatto in cui il fiore sboccia, quel brivido invisibile che nessuno sa guardare, per dirti che la tua bellezza non vive nel tempo che passa, ma nell’incanto eterno che sai seminare restando. Ti avrei donato l’eco di ogni mia parola taciuta, quelle nascoste tra i battiti del cuore, per farne un mantello caldo contro il freddo della vita e ricordarti, in ogni istante, che non sei mai sola. Ti avrei donato l’orizzonte dove il cielo cade nel mare, quel confine sottile in cui l’impossibile si fa carezza, perché tu potessi sentire, nell’ultima vibrazione dell’aria, che ogni mio battito...

Il ladro d'amore


 

Nel cuore della notte, silenzioso e furtivo,

un ladro d'amore, nel buio delle stanze si aggira.

Non cerca oro, né gemme lucenti,

ma un tesoro più raro e più prezioso,

il calore del suo cuore, tra le ombre sussurranti.

 

Rubando sogni, sottraendo desideri,

si muove tra i ricordi, in delicate danze.

Ma non lascia vuoto, oh no, questo ladro gentile,

riempie ogni spazio con amore sottile.

 

Rubando l'amore, lui non fa del male,

perché l'amore rubato è un amore speciale.

È un ladro d'amore, che ruba per dare,

perché l'amore rubato è un amore da amare.

 

E così, al risveglio, la vittima sorride,

perché il ladro d'amore, un dono le ha offerto,

 particolare, unico e prezioso,

gli ha donato il suo cuore, nella poesia di un verso.

 

(13 marzo 2024 ore 2.30)

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