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Prima ancora di saperlo

Forse nessuno sa davvero quando comincia l'amore. Non c'è quasi mai un istante che possa essere indicato con il dito. Nessun campanello. Nessuna musica. Nessuna certezza. Soltanto, un giorno, ci accorgiamo che una persona ha cominciato a vivere in luoghi dove prima non c'era. In una canzone. In una strada. Nel modo in cui cade la luce su una stanza nel tardo pomeriggio. E ci chiediamo: quando è successo? Forse proprio mentre non stavamo guardando. Non è la bellezza. O almeno, non soltanto. La bellezza può fermare gli occhi, ma l'amore deve riuscire a fermare qualcosa di più profondo. Forse ci innamoriamo di un modo di essere al mondo. Di una gentilezza che non chiede testimoni. Di un sorriso che arriva prima ancora che l'altro si accorga di sorridere. Di una voce che, senza sapere come, riesce a rendere meno estraneo un giorno qualunque. Ci innamoriamo di dettagli che nessuno avrebbe pensato di dover ricordare. ...

Sotto un cielo realista


 


Nel mondo di luci e ombre, dove la realtà si staglia, noi siamo viandanti, sognatori con piedi di argilla.

Essere realisti non è arrendersi, né rinunciare ai sogni che danzano, ma è abbracciare la terra, sentire il suo battito costante.

Realisti, come foglie al vento, che sanno quando cadere, ma anche quando risorgere, nutrendo la radice nascosta.

Non siamo eroi di leggenda, né poeti di mondi irreali, ma custodi di verità, tra le pieghe del quotidiano.

Essere realisti è un viaggio, una danza tra luce e ombra, dove la saggezza si intreccia, con la dolce follia dei sogni.

Così, con occhi aperti e cuore saldo, camminiamo sulla linea sottile, tra il possibile e l’impossibile.

Esseri realisti, ma mai prigionieri.


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