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Silenzio infinito
Ci siamo guardati per anni,
due esseri persi nello stesso respiro,
senza mai avvicinarci,
senza mai sussurrare una parola.
Ogni sguardo un abisso,
ogni gesto un'eco muta che non trova voce.
Un filo invisibile ci lega,
una corrente silenziosa che scorre,
sospesa tra il desiderio e la paura,
tra il "forse" e il "non posso".
Lui si domanda,
con il cuore frantumato:
"Perché questa connessione senza parole?
Perché i miei occhi cercano i suoi,
anche quando il mondo ci separa?
Perché la sua presenza è un vuoto che mi riempie,
eppure non riesco ad avvicinarmi,
come se un velo insormontabile ci dividesse?"
Lei, dall'altra parte del silenzio,
si interroga allo stesso modo:
"Mi cerca nei sogni,
mi sente quando il mondo tace?
Eppure, quando ci incontriamo,
la distanza tra noi è un abisso
che nessuna parola può colmare.
Perché, allora, non ci tocchiamo?"
Due anime identiche, forse un’unica anima,
che ha paura di completarsi,
che teme di riconoscere la propria verità.
Ogni passo che facciamo,
è un passo indietro.
Ogni sguardo che ci incrocia,
è una promessa che non può essere mantenuta.
Restiamo fermi,
immobili nell’infinito,
come stelle che si guardano senza mai raggiungersi.
Un desiderio che resta sospeso,
un “perché” senza risposta.
Eppure, nonostante tutto,
non ci stanchiamo di cercarci,
in ogni frammento di tempo,
in ogni angolo del giorno che ci sfugge,
come se qualcosa dentro di noi
sapesse che non c'è fine,
che non c’è altra via
se non quella di restare separati.
Ma a volte, nel silenzio che ci avvolge,
una speranza sottile si fa strada,
come un fiore che cresce silenzioso nel buio.
Sento che l'aria tra noi si fa più leggera,
che il nostro legame non è un peso,
ma la promessa di una libertà che ci unisce.
Il desiderio, come una luce tenue,
incomincia a riscaldare le nostre paure,
trasformando ogni distanza in un passo più vicino,
in un respiro che ci accomuna,
che ci avvicina senza mai forzarci.
Un silenzio più grande di ogni parola,
un silenzio che racconta tutto
e allo stesso tempo nasconde ogni cosa.
Un legame senza nome,
un legame che non può essere spiegato,
che va oltre il pensiero, oltre la paura.
Nel più profondo di questa solitudine condivisa,
restiamo, come due metà di una stessa vita,
che si osservano senza mai toccarsi,
ma che nel silenzio sanno
di essere l’uno la risposta dell’altro.
E quella distanza che ci divide,
un tempo sentita come un vuoto,
ora è la forza che ci spinge a sperare,
a credere che, forse, c'è un futuro
dove finalmente ci troveremo.
Perché forse, solo nel non dirlo,
nel non farlo,
nel non sfiorarci mai,
scopriamo la verità
di quel legame eterno
che non ha bisogno di altro,
se non di restare,
semplicemente, lì,
in quel silenzio che è tutto
e che è niente,
ma che, in fondo,
è anche ciò che ci tiene insieme,
ci spinge a cercarci,
a sperare.
E nel silenzio che ci avvolge,
io non smetto di sperare,
perché anche nel buio, il cuore sa
che c'è ancora spazio per un incontro,
che non è mai troppo tardi per trovare
la via verso l'altro.
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