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Sfumature

  Ho imparato a dare un ordine alle cose, a prendere decisioni, a trasformare idee in progetti e problemi in soluzioni. Nel mio lavoro servono lucidità, metodo e quella capacità di mantenere la direzione anche quando le circostanze cambiano. È un mondo che conosco bene. Un mondo nel quale le domande cercano risposte e le intuizioni, prima o poi, devono trovare una forma concreta. Eppure, fuori da quel mondo, esistono cose che non ho mai desiderato ridurre a una formula. Una musica che arriva nel momento giusto. Un tramonto che interrompe per qualche istante il corso dei pensieri. Una frase che continua a risuonare dentro, molto tempo dopo essere stata letta. E le parole. Soprattutto quelle. Scrivo spesso. È il mio modo di esplorare ciò che non sempre riesco a spiegare, di dare una forma ai pensieri che si affollano quando la giornata finisce e il rumore delle cose da fare lascia finalmente spazio a quello che sento. Forse è curioso che un uomo abituato a organizzare...

Chissà...


 

Chissà se mi pensi, nel silenzio della notte,

nel tuo mondo di sogni, dove tutto è più soffice.

 

Chissà se il mio nome, attraversa la tua mente,

come una stella cadente, fugace ma ardente.

 

Chissà se mi senti, nel fruscio del vento,

nel canto degli uccelli, nel dolce momento.

 

Chissà se mi vedi, nelle nuvole che passano,

nel riflesso dell'acqua, nelle ombre che danzano.

 

Chissà se il mio volto ti appare,

nel chiarore della luna o nel sole al tramontare.

 

Chissà se mi pensi, chissà se mi senti…

 

 

(12.02.2024 ore  23.50)

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