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Sfumature

  Ho imparato a dare un ordine alle cose, a prendere decisioni, a trasformare idee in progetti e problemi in soluzioni. Nel mio lavoro servono lucidità, metodo e quella capacità di mantenere la direzione anche quando le circostanze cambiano. È un mondo che conosco bene. Un mondo nel quale le domande cercano risposte e le intuizioni, prima o poi, devono trovare una forma concreta. Eppure, fuori da quel mondo, esistono cose che non ho mai desiderato ridurre a una formula. Una musica che arriva nel momento giusto. Un tramonto che interrompe per qualche istante il corso dei pensieri. Una frase che continua a risuonare dentro, molto tempo dopo essere stata letta. E le parole. Soprattutto quelle. Scrivo spesso. È il mio modo di esplorare ciò che non sempre riesco a spiegare, di dare una forma ai pensieri che si affollano quando la giornata finisce e il rumore delle cose da fare lascia finalmente spazio a quello che sento. Forse è curioso che un uomo abituato a organizzare...

Mi manchi




Manchi, come l’aria al mattino, quando il sole sorge e il mondo si risveglia. 

Manchi, come la pioggia in estate, che disseta la terra arida e stanca.

Manchi, come le stelle nel cielo notturno, che brillano lontane ma sempre presenti. 

Manchi, come le parole non dette, che si nascondono nell’eco del silenzio.

Manchi, come il profumo dei fiori, che si disperde nell’aria e svanisce.

Manchi, come la melodia di una canzone, che si ripete incessantemente nella mente.

Manchi, come il desiderio di un abbraccio, che avvolge l’anima e la fa sentire viva.

Manchi, eppure sei qui, nascosta nei miei pensieri.

Manchi, perché vedere il tuo viso è per me luce, che illumina il cammino della mia anima


28.02.2024

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