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Ti avrei donato

  Ti avrei donato il silenzio del mattino, quando il mondo è ancora un foglio bianco, per stenderlo sotto i tuoi passi stanchi e farti camminare sulle nuvole, senza affanno. Ti avrei donato il riflesso della luna in un bicchiere, perché tu potessi bere luce nelle notti buie e trasformare ogni tua piccola paura in una perla da custodire nel palmo della mano. Ti avrei donato l’attimo esatto in cui il fiore sboccia, quel brivido invisibile che nessuno sa guardare, per dirti che la tua bellezza non vive nel tempo che passa, ma nell’incanto eterno che sai seminare restando. Ti avrei donato l’eco di ogni mia parola taciuta, quelle nascoste tra i battiti del cuore, per farne un mantello caldo contro il freddo della vita e ricordarti, in ogni istante, che non sei mai sola. Ti avrei donato l’orizzonte dove il cielo cade nel mare, quel confine sottile in cui l’impossibile si fa carezza, perché tu potessi sentire, nell’ultima vibrazione dell’aria, che ogni mio battito...

Eco della Dea


 

Nel giardino dei sogni, tra petali di luce, 

la Dea della Bellezza danza con grazia.

I suoi occhi scuri riflettono l’aurora, 

le sue mani intrecciano fili d’arcobaleno.

 

Sulle sue labbra carnose risiede il segreto dell’eternità, 

un canto di stelle e rugiada al mattino.

I suoi neri capelli sono fiumi di seta, 

che sfiorano il cuore di un umile poeta.

 

La Dea della Bellezza sorride al mondo, 

offrendo fiori profumati e sogni d’incanto.

Le sue ali di farfalla portano speranza, 

e il suo abbraccio è un balsamo per l’anima.

 

Oh, Dea della Bellezza, custode dei tramonti, 

dipingi il cielo con pennellate d’oro.

Sii mia musa che ho visto in te la bellezza interiore

e vieni con me a vedere la magia nel quotidiano.

 

(08/02/2023 ore 2.30)

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