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Ti avrei donato

  Ti avrei donato il silenzio del mattino, quando il mondo è ancora un foglio bianco, per stenderlo sotto i tuoi passi stanchi e farti camminare sulle nuvole, senza affanno. Ti avrei donato il riflesso della luna in un bicchiere, perché tu potessi bere luce nelle notti buie e trasformare ogni tua piccola paura in una perla da custodire nel palmo della mano. Ti avrei donato l’attimo esatto in cui il fiore sboccia, quel brivido invisibile che nessuno sa guardare, per dirti che la tua bellezza non vive nel tempo che passa, ma nell’incanto eterno che sai seminare restando. Ti avrei donato l’eco di ogni mia parola taciuta, quelle nascoste tra i battiti del cuore, per farne un mantello caldo contro il freddo della vita e ricordarti, in ogni istante, che non sei mai sola. Ti avrei donato l’orizzonte dove il cielo cade nel mare, quel confine sottile in cui l’impossibile si fa carezza, perché tu potessi sentire, nell’ultima vibrazione dell’aria, che ogni mio battito...

Danza del destino


 

Il destino, un filo invisibile nel tessuto dell'esistenza,

ci guida attraverso i labirinti della vita, senza resistenza.

È scritto nelle stelle o è solo un'illusione?

È un viaggio predeterminato o una nostra creazione?

 

Il destino, come un fiume, scorre verso il mare,

porta con sé i nostri sogni, in un eterno andare.

È un percorso già tracciato o possiamo deviare?

È un libro già scritto o possiamo riscrivere ogni pagina, ogni affare?

 

Il destino, un mistero avvolto nella nebbia del tempo,

ci sussurra storie d'amore, tragedie, un semplice rintocco di un campanile.

È un disegno divino o un gioco del caso?

È un viaggio solitario o una danza in un abbraccio?

 

Il destino, una domanda senza risposta,

ci sfida a cercare, a vivere, a sognare, senza sosta.

È un enigma da risolvere o un viaggio da godere?

È un mistero da svelare o un'avventura da vivere, da amare?

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