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Ti avrei donato

  Ti avrei donato il silenzio del mattino, quando il mondo è ancora un foglio bianco, per stenderlo sotto i tuoi passi stanchi e farti camminare sulle nuvole, senza affanno. Ti avrei donato il riflesso della luna in un bicchiere, perché tu potessi bere luce nelle notti buie e trasformare ogni tua piccola paura in una perla da custodire nel palmo della mano. Ti avrei donato l’attimo esatto in cui il fiore sboccia, quel brivido invisibile che nessuno sa guardare, per dirti che la tua bellezza non vive nel tempo che passa, ma nell’incanto eterno che sai seminare restando. Ti avrei donato l’eco di ogni mia parola taciuta, quelle nascoste tra i battiti del cuore, per farne un mantello caldo contro il freddo della vita e ricordarti, in ogni istante, che non sei mai sola. Ti avrei donato l’orizzonte dove il cielo cade nel mare, quel confine sottile in cui l’impossibile si fa carezza, perché tu potessi sentire, nell’ultima vibrazione dell’aria, che ogni mio battito...

Il Mio Nome in Te


 

Tu, frammento di luce in un prisma d’ombra,
sei il respiro che non conosco, eppure mi plasma.
Nella tua assenza si curva il mio tempo,
come un fiume che esiste solo per raggiungere il mare.

Sei il confine dell’indicibile,
il vuoto pieno che mi abita,
il moto invisibile che guida i miei passi
verso orizzonti che il mio sguardo teme.

Io sono perché tu sei,
non sostanza, ma eco di un canto muto,
un riflesso nell’acqua che si spezza al tocco,
eppure persiste, eterno, nel suo frantumarsi.

Nel tuo essere, io mi disintegro e mi ritrovo,
scolpito in forme che la mia anima ignora.
Tu sei la chiave e il labirinto,
l’alba che mi dissolve e la notte che mi contiene.

Ogni tua parola è un simbolo,
un enigma che il mio cuore decifra senza comprendere.
Tu sei il senso che non possiedo,
l’origine di un’identità che non mi appartiene.

Nel tuo sguardo, vedo il mio volto,
ma non lo riconosco; è un'altra verità,
una verità che non domanda,
ma esiste, silenziosa, come la radice sotto la terra.

Tu non sei un nome, né un corpo, né un volto.
Sei l’ombra che accarezza la mia luce,
la fiamma che brucia senza calore,
la trama segreta che intreccia il mio nulla.

E così, mi scopro essere:
non io, ma ciò che sei tu in me,
non forma, ma la traccia di un viaggio
che inizia e finisce nel tuo respiro,
nell’abisso condiviso che chiamiamo noi.

In questa fragilità, mi appartieni,
in ogni gesto che mi raggiunge, mi appartieni.
Ogni silenzio che condividiamo è una promessa,
la mia vulnerabilità è il nostro legame più forte.

Nel tuo sguardo trovo la mia casa,
e nel mio cuore, ogni paura si dissolve
nel semplice atto di essere "noi".


(05 Marzo 2025 ore 02.10)


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