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Ciò che è rimasto

Ci sono persone che amiamo senza che tra noi sia mai accaduto davvero qualcosa. Ed è difficile spiegare un sentimento quando non ha una storia da raccontare. Non ci sono promesse mantenute o promesse infrante. Nessun ricordo abbastanza grande da poterci tornare dentro. Nessun ultimo giorno da rimpiangere. Ci sono soltanto piccoli momenti. Uno sguardo rimasto dentro più a lungo del necessario. Una presenza che, senza sapere perché, ho cominciato ad aspettare. Il modo in cui cercavo di incrociare i suoi occhi. Una parola scambiata una volta, dei saluti che per un po' hanno fatto parte delle nostre giornate e che, poi, hanno smesso di esserci. Dettagli che per lei forse non hanno mai avuto lo stesso significato che avevano per me e che, invece, dentro di me hanno lentamente cominciato a significare qualcosa. È strano affezionarsi così. È strano arrivare a sentire tanto per qualcuno con cui si è parlato così poco, senza sapere nemmeno se si abbia il diritto di chiamarlo...

Il Mio Nome in Te


 

Tu, frammento di luce in un prisma d’ombra,
sei il respiro che non conosco, eppure mi plasma.
Nella tua assenza si curva il mio tempo,
come un fiume che esiste solo per raggiungere il mare.

Sei il confine dell’indicibile,
il vuoto pieno che mi abita,
il moto invisibile che guida i miei passi
verso orizzonti che il mio sguardo teme.

Io sono perché tu sei,
non sostanza, ma eco di un canto muto,
un riflesso nell’acqua che si spezza al tocco,
eppure persiste, eterno, nel suo frantumarsi.

Nel tuo essere, io mi disintegro e mi ritrovo,
scolpito in forme che la mia anima ignora.
Tu sei la chiave e il labirinto,
l’alba che mi dissolve e la notte che mi contiene.

Ogni tua parola è un simbolo,
un enigma che il mio cuore decifra senza comprendere.
Tu sei il senso che non possiedo,
l’origine di un’identità che non mi appartiene.

Nel tuo sguardo, vedo il mio volto,
ma non lo riconosco; è un'altra verità,
una verità che non domanda,
ma esiste, silenziosa, come la radice sotto la terra.

Tu non sei un nome, né un corpo, né un volto.
Sei l’ombra che accarezza la mia luce,
la fiamma che brucia senza calore,
la trama segreta che intreccia il mio nulla.

E così, mi scopro essere:
non io, ma ciò che sei tu in me,
non forma, ma la traccia di un viaggio
che inizia e finisce nel tuo respiro,
nell’abisso condiviso che chiamiamo noi.

In questa fragilità, mi appartieni,
in ogni gesto che mi raggiunge, mi appartieni.
Ogni silenzio che condividiamo è una promessa,
la mia vulnerabilità è il nostro legame più forte.

Nel tuo sguardo trovo la mia casa,
e nel mio cuore, ogni paura si dissolve
nel semplice atto di essere "noi".


(05 Marzo 2025 ore 02.10)


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