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Ti avrei donato

  Ti avrei donato il silenzio del mattino, quando il mondo è ancora un foglio bianco, per stenderlo sotto i tuoi passi stanchi e farti camminare sulle nuvole, senza affanno. Ti avrei donato il riflesso della luna in un bicchiere, perché tu potessi bere luce nelle notti buie e trasformare ogni tua piccola paura in una perla da custodire nel palmo della mano. Ti avrei donato l’attimo esatto in cui il fiore sboccia, quel brivido invisibile che nessuno sa guardare, per dirti che la tua bellezza non vive nel tempo che passa, ma nell’incanto eterno che sai seminare restando. Ti avrei donato l’eco di ogni mia parola taciuta, quelle nascoste tra i battiti del cuore, per farne un mantello caldo contro il freddo della vita e ricordarti, in ogni istante, che non sei mai sola. Ti avrei donato l’orizzonte dove il cielo cade nel mare, quel confine sottile in cui l’impossibile si fa carezza, perché tu potessi sentire, nell’ultima vibrazione dell’aria, che ogni mio battito...

Il viaggio dell'uomo incredulo


 

Nell'ombra dell'incredulità, si nasconde un cuore,

che cerca la verità, ma trova solo dolore.

Dubita del sole che sorge, dubita della luna che splende,

nell'abisso dell'incredulità, il suo spirito si perde.

 

Cerca risposte nel vento, cerca pace nel mare,

ma l'incredulità è un tormento, che non può placare.

Le stelle sembrano lontane, il cielo sembra grigio,

nell'incredulità rimane, un sentimento ambiguo.

 

Ma anche nell'incredulità, può nascere una speranza,

un barlume di verità, una nuova alleanza.

Perché anche il cuore più incredulo, può trovare la via,

nell'oscurità più profonda, può nascere il giorno in un'alba fredda e pia.

 

(scritta ad un amico)

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