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Ciò che è rimasto

Ci sono persone che amiamo senza che tra noi sia mai accaduto davvero qualcosa. Ed è difficile spiegare un sentimento quando non ha una storia da raccontare. Non ci sono promesse mantenute o promesse infrante. Nessun ricordo abbastanza grande da poterci tornare dentro. Nessun ultimo giorno da rimpiangere. Ci sono soltanto piccoli momenti. Uno sguardo rimasto dentro più a lungo del necessario. Una presenza che, senza sapere perché, ho cominciato ad aspettare. Il modo in cui cercavo di incrociare i suoi occhi. Una parola scambiata una volta, dei saluti che per un po' hanno fatto parte delle nostre giornate e che, poi, hanno smesso di esserci. Dettagli che per lei forse non hanno mai avuto lo stesso significato che avevano per me e che, invece, dentro di me hanno lentamente cominciato a significare qualcosa. È strano affezionarsi così. È strano arrivare a sentire tanto per qualcuno con cui si è parlato così poco, senza sapere nemmeno se si abbia il diritto di chiamarlo...

L'arte di comprendere


 

Nel cuore dell'umanità, un sentimento risiede,

chiamato empatia, che in silenzio ci guida.

È un ponte tra le anime, un filo che ci unisce,

ci permette di sentire, di capire, di condividere.

 

Nel dolore e nella gioia, nelle risate e nelle lacrime,

l'empatia ci avvicina, ci rende tutti pari.

È vedere con gli occhi di un altro, sentire con il suo cuore,

sapere che non siamo soli, anche quando siamo a parte.

 

L'empatia è un dono, una luce nel buio,

una bussola morale, un faro sicuro.

Ci insegna ad amare, a perdonare, a crescere,

a vedere il mondo in un modo che solo il cuore può conoscere.


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