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Ti avrei donato

  Ti avrei donato il silenzio del mattino, quando il mondo è ancora un foglio bianco, per stenderlo sotto i tuoi passi stanchi e farti camminare sulle nuvole, senza affanno. Ti avrei donato il riflesso della luna in un bicchiere, perché tu potessi bere luce nelle notti buie e trasformare ogni tua piccola paura in una perla da custodire nel palmo della mano. Ti avrei donato l’attimo esatto in cui il fiore sboccia, quel brivido invisibile che nessuno sa guardare, per dirti che la tua bellezza non vive nel tempo che passa, ma nell’incanto eterno che sai seminare restando. Ti avrei donato l’eco di ogni mia parola taciuta, quelle nascoste tra i battiti del cuore, per farne un mantello caldo contro il freddo della vita e ricordarti, in ogni istante, che non sei mai sola. Ti avrei donato l’orizzonte dove il cielo cade nel mare, quel confine sottile in cui l’impossibile si fa carezza, perché tu potessi sentire, nell’ultima vibrazione dell’aria, che ogni mio battito...

Balletto silenzioso


 

Nel silenzio di un momento, due sguardi si incrociano,

un gioco silenzioso, dove le parole non osano.

Occhi che parlano, storie che raccontano,

un universo intero, in uno sguardo si nasconde.

 

Uno sguardo timido, uno sguardo ardente,

un gioco di sguardi, un dialogo silente.

Ogni sguardo un mistero, ogni sguardo una canzone,

nel gioco di sguardi, l'amore trova la sua ragione.

 

Uno sguardo che cerca, uno sguardo che sfugge,

un gioco di sguardi, dove l'amore si rifugge.

Ma nello sguardo che persiste, nello sguardo che insiste,

nel gioco di sguardi, l'amore esiste.

 

Perché nello sguardo si riflette l'anima,

nel gioco di sguardi, si svela la trama.

E nel silenzio di uno sguardo, in un attimo sospeso,

nel gioco di sguardi, l'amore è espresso.

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