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Ti avrei donato

  Ti avrei donato il silenzio del mattino, quando il mondo è ancora un foglio bianco, per stenderlo sotto i tuoi passi stanchi e farti camminare sulle nuvole, senza affanno. Ti avrei donato il riflesso della luna in un bicchiere, perché tu potessi bere luce nelle notti buie e trasformare ogni tua piccola paura in una perla da custodire nel palmo della mano. Ti avrei donato l’attimo esatto in cui il fiore sboccia, quel brivido invisibile che nessuno sa guardare, per dirti che la tua bellezza non vive nel tempo che passa, ma nell’incanto eterno che sai seminare restando. Ti avrei donato l’eco di ogni mia parola taciuta, quelle nascoste tra i battiti del cuore, per farne un mantello caldo contro il freddo della vita e ricordarti, in ogni istante, che non sei mai sola. Ti avrei donato l’orizzonte dove il cielo cade nel mare, quel confine sottile in cui l’impossibile si fa carezza, perché tu potessi sentire, nell’ultima vibrazione dell’aria, che ogni mio battito...

La danza delle anime

 

 


Era una donna di muri e ombre,

con il cuore chiuso in una fortezza,

temeva l'amore, temeva le guerre,

temeva il dolore della promessa infranta.

 

I suoi occhi erano come stelle assopite,

che una volta brillavano di speranza,

ma ora erano nascoste dietro muri di pietra,

per proteggersi dal freddo dell'indifferenza.

 

Ma un giorno arrivò un uomo gentile,

con gli occhi pieni di storie non raccontate,

era come lei, un'anima pensante,

con il cuore nascosto dietro muri alti.


Due cuori simili, con cicatrici e ferite,

hanno costruito muri, hanno chiuso le porte,

proteggendo se stessi dal dolore dell'amore,

dal rischio di essere nuovamente feriti, dal rischio di cadere.


Era spaventata, ma era attratta,

dal modo in cui lui guardava il mondo,

con occhi che vedevano oltre i muri,

oltre le apparenze, oltre i confini.


Ma una canzone, dolce e sottile,

risuonava nei loro cuori, come delicati accordi di chitarra.

È un richiamo alla speranza, un invito a danzare,

a lasciare cadere i muri, a osare amare.


E lentamente, mattonella dopo mattonella,

i muri che avevano costruito cominciarono a cadere

e i loro cuori, una volta chiusi e freddi,

cominciarono a sentire di nuovo il calore.

 

Era una danza di paura e desiderio,

di muri che cadevano e cuori che si aprivano,

era la storia di una donna e di un uomo,

due anime sensibili, che si erano finalmente trovate.

 

 (08 maggio 2024 ore 02.00)

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