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Ti avrei donato

  Ti avrei donato il silenzio del mattino, quando il mondo è ancora un foglio bianco, per stenderlo sotto i tuoi passi stanchi e farti camminare sulle nuvole, senza affanno. Ti avrei donato il riflesso della luna in un bicchiere, perché tu potessi bere luce nelle notti buie e trasformare ogni tua piccola paura in una perla da custodire nel palmo della mano. Ti avrei donato l’attimo esatto in cui il fiore sboccia, quel brivido invisibile che nessuno sa guardare, per dirti che la tua bellezza non vive nel tempo che passa, ma nell’incanto eterno che sai seminare restando. Ti avrei donato l’eco di ogni mia parola taciuta, quelle nascoste tra i battiti del cuore, per farne un mantello caldo contro il freddo della vita e ricordarti, in ogni istante, che non sei mai sola. Ti avrei donato l’orizzonte dove il cielo cade nel mare, quel confine sottile in cui l’impossibile si fa carezza, perché tu potessi sentire, nell’ultima vibrazione dell’aria, che ogni mio battito...

Melodia della terra

 

Nel silenzio dell'alba nascente,

un canto dolce si eleva lieve,

è la terra che in versi parla,

di un amore che sempre vive.

 

Foglie verdi al vento sussurrano,

storie antiche di boschi e prati,

ogni petalo, ogni spiga di grano,

un verso d'amore ha narrato.

 

Il ruscello, in gorgoglii poetici,

racconta di rocce e di cieli riflessi,

di pesci che danzano in acque serene,

di vita che scorre, di sogni attesi.

 

L'uccello, in volo, traccia nel cielo,

note che si spargono nell'aria pura,

melodie che intrecciano l'infinito,

in un concerto di natura.

 

Montagne maestose, in lontananza,

echi di forza e di quiete mandano,

sono i versi più antichi della terra,

che al cuore parlano, che l'anima abbracciano.

 

Così la poesia della creazione si dispiega,

in ogni angolo del mondo si rinnova,

è un inno alla vita, un canto d'amore,

che ogni creatura intorno a sé intona.

 

(12 Maggio 2024 ore 01.30)

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