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In primo piano

Ti avrei donato

  Ti avrei donato il silenzio del mattino, quando il mondo è ancora un foglio bianco, per stenderlo sotto i tuoi passi stanchi e farti camminare sulle nuvole, senza affanno. Ti avrei donato il riflesso della luna in un bicchiere, perché tu potessi bere luce nelle notti buie e trasformare ogni tua piccola paura in una perla da custodire nel palmo della mano. Ti avrei donato l’attimo esatto in cui il fiore sboccia, quel brivido invisibile che nessuno sa guardare, per dirti che la tua bellezza non vive nel tempo che passa, ma nell’incanto eterno che sai seminare restando. Ti avrei donato l’eco di ogni mia parola taciuta, quelle nascoste tra i battiti del cuore, per farne un mantello caldo contro il freddo della vita e ricordarti, in ogni istante, che non sei mai sola. Ti avrei donato l’orizzonte dove il cielo cade nel mare, quel confine sottile in cui l’impossibile si fa carezza, perché tu potessi sentire, nell’ultima vibrazione dell’aria, che ogni mio battito...

Il giudizio


 

Un giudizio lanciato, veloce come un dardo,

spesso nasce da un cuore indurito o sordo.

Ma ricorda, mio caro, prima di decidere,

che ogni storia ha due lati da comprendere.

 

Un'occhiata, un'opinione, formata in un attimo,

può sembrare innocente, ma ha un effetto intimo.

Un sorriso può nascondere una lacrima non vista,

una risata può coprire una battaglia appena persa.

 

Quindi, prima di giudicare, prenditi un momento,

per vedere oltre l'apparenza, nel profondo sentimento.

Perché ogni persona ha una storia da raccontare,

un viaggio unico, un personale camminare.

 

Il giudizio frettoloso è come un vento impetuoso,

può seminare discordia, può rendere il mondo tumultuoso.

ma è con la comprensione che si costruisce la comunicazione

e scoprire sentimenti veri e sinceri dall’altra parte del ponte.

 

(25 Aprile 2024 ore 17:00)

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