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Gli occhi imparano due volte

  Da bambini bastava una pozzanghera per immaginare un oceano. Crescendo abbiamo imparato a dare un nome a ogni cosa, ma, insieme ai nomi, abbiamo perso un po' dello stupore. Eppure il mondo non ha smesso di essere sorprendente. Siamo noi che, a volte, attraversiamo la bellezza con la fretta di chi guarda l'orologio invece dell'orizzonte. La meraviglia non è un privilegio dell'infanzia. È uno sguardo. E gli sguardi, a differenza degli anni, possono sempre imparare di nuovo. Ci convinciamo che per essere felici servano eventi straordinari, mete lontane, giorni perfetti. Così finiamo per aspettare la vita proprio mentre la vita ci passa accanto. Intanto il sole continua a disegnare tramonti che non chiedono spettatori, gli alberi cambiano veste senza fare rumore e una risata sincera riesce ancora a riempire una stanza più di qualsiasi parola. La bellezza ha un modo tutto suo di presentarsi. Non bussa forte, non pretende attenzione. Assomiglia a un passero che si p...

La donna al chiaro di luna


 

In una notte serena, il cielo era adornato da un tappeto di stelle scintillanti, e la luna piena splendeva con un bagliore argentato. In riva al mare, una figura solitaria camminava lungo la spiaggia, i suoi passi leggeri lasciavano tracce sulla sabbia umida. Era una donna dai capelli lunghi come la notte e occhi profondi come l’oceano.

Ogni notte, al chiaro di luna, ella veniva a cercare conforto nell’abbraccio del mare. La luce lunare accarezzava il suo volto, rivelando una bellezza eterea, quasi soprannaturale. Non era una donna comune, ma una creatura di un altro mondo, un angelo caduto o forse una dea dimenticata.

Con un sospiro che sembrava portare con sé i segreti del cosmo, si sedette su una roccia, fissando l’orizzonte dove il cielo incontra il mare. Il vento giocava con i suoi capelli, e le onde sussurravano melodie antiche, solo lei poteva comprendere.

“Perché sei qui?” chiese una voce alle sue spalle. Si voltò per trovare un pescatore, un uomo dal volto segnato dal tempo e dal sole. “Vengo per ricordare,” rispose lei con una voce che sembrava un’armonia di mille voci. “Ricordare cosa?” insistette l’uomo. “Ricordare chi ero, chi sono, e chi sarò,” disse lei, rivolgendo lo sguardo verso la luna.

Il pescatore non comprese le sue parole, ma sentì nel cuore che quella donna era un mistero troppo grande per essere risolto. Si limitò a sedersi accanto a lei, condividendo il silenzio e la meraviglia di quella notte illuminata dalla luna.

E così, ogni luna piena, la donna al chiaro di luna e il pescatore si incontravano, iniziarono a parlare, a conoscersi e insieme crearono un forte legame che riempiva le loro anime. 

E la luna, testimone di questo legame, continuava a brillare, eterna e immutabile.

 

(18 Aprile 2024 ore 01.25)

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