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Ciò che è rimasto

Ci sono persone che amiamo senza che tra noi sia mai accaduto davvero qualcosa. Ed è difficile spiegare un sentimento quando non ha una storia da raccontare. Non ci sono promesse mantenute o promesse infrante. Nessun ricordo abbastanza grande da poterci tornare dentro. Nessun ultimo giorno da rimpiangere. Ci sono soltanto piccoli momenti. Uno sguardo rimasto dentro più a lungo del necessario. Una presenza che, senza sapere perché, ho cominciato ad aspettare. Il modo in cui cercavo di incrociare i suoi occhi. Una parola scambiata una volta, dei saluti che per un po' hanno fatto parte delle nostre giornate e che, poi, hanno smesso di esserci. Dettagli che per lei forse non hanno mai avuto lo stesso significato che avevano per me e che, invece, dentro di me hanno lentamente cominciato a significare qualcosa. È strano affezionarsi così. È strano arrivare a sentire tanto per qualcuno con cui si è parlato così poco, senza sapere nemmeno se si abbia il diritto di chiamarlo...

La donna al chiaro di luna


 

In una notte serena, il cielo era adornato da un tappeto di stelle scintillanti, e la luna piena splendeva con un bagliore argentato. In riva al mare, una figura solitaria camminava lungo la spiaggia, i suoi passi leggeri lasciavano tracce sulla sabbia umida. Era una donna dai capelli lunghi come la notte e occhi profondi come l’oceano.

Ogni notte, al chiaro di luna, ella veniva a cercare conforto nell’abbraccio del mare. La luce lunare accarezzava il suo volto, rivelando una bellezza eterea, quasi soprannaturale. Non era una donna comune, ma una creatura di un altro mondo, un angelo caduto o forse una dea dimenticata.

Con un sospiro che sembrava portare con sé i segreti del cosmo, si sedette su una roccia, fissando l’orizzonte dove il cielo incontra il mare. Il vento giocava con i suoi capelli, e le onde sussurravano melodie antiche, solo lei poteva comprendere.

“Perché sei qui?” chiese una voce alle sue spalle. Si voltò per trovare un pescatore, un uomo dal volto segnato dal tempo e dal sole. “Vengo per ricordare,” rispose lei con una voce che sembrava un’armonia di mille voci. “Ricordare cosa?” insistette l’uomo. “Ricordare chi ero, chi sono, e chi sarò,” disse lei, rivolgendo lo sguardo verso la luna.

Il pescatore non comprese le sue parole, ma sentì nel cuore che quella donna era un mistero troppo grande per essere risolto. Si limitò a sedersi accanto a lei, condividendo il silenzio e la meraviglia di quella notte illuminata dalla luna.

E così, ogni luna piena, la donna al chiaro di luna e il pescatore si incontravano, iniziarono a parlare, a conoscersi e insieme crearono un forte legame che riempiva le loro anime. 

E la luna, testimone di questo legame, continuava a brillare, eterna e immutabile.

 

(18 Aprile 2024 ore 01.25)

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