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Ti avrei donato

  Ti avrei donato il silenzio del mattino, quando il mondo è ancora un foglio bianco, per stenderlo sotto i tuoi passi stanchi e farti camminare sulle nuvole, senza affanno. Ti avrei donato il riflesso della luna in un bicchiere, perché tu potessi bere luce nelle notti buie e trasformare ogni tua piccola paura in una perla da custodire nel palmo della mano. Ti avrei donato l’attimo esatto in cui il fiore sboccia, quel brivido invisibile che nessuno sa guardare, per dirti che la tua bellezza non vive nel tempo che passa, ma nell’incanto eterno che sai seminare restando. Ti avrei donato l’eco di ogni mia parola taciuta, quelle nascoste tra i battiti del cuore, per farne un mantello caldo contro il freddo della vita e ricordarti, in ogni istante, che non sei mai sola. Ti avrei donato l’orizzonte dove il cielo cade nel mare, quel confine sottile in cui l’impossibile si fa carezza, perché tu potessi sentire, nell’ultima vibrazione dell’aria, che ogni mio battito...

Il fantasma

 


 

Il dolore, un ospite indesiderato che bussa alla porta dell'anima,

un viandante solitario che cammina sul sentiero della vita.

È un inverno gelido, un vento che sferza,

un mare in tempesta, un fuoco che divora.

 

Il dolore è un grido muto nella notte,

un'eco che risuona nel vuoto del cuore.

È un fantasma che si aggira nei corridoi della mente,

un ricordo che si rifiuta di svanire.

 

Ma il dolore, come un fabbro al suo incudine,

forgia l'anima, la tempra, la rende forte.

È un maestro severo, un guida silenziosa,

che ci insegna a danzare anche sotto la pioggia.

 

Il dolore è un faro nella notte,

un segnale che ci guida verso la luce.

perché è solo attraverso il dolore,

che impariamo a apprezzare la dolcezza della gioia.

 

 27 Aprile 2024

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