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Ti avrei donato

  Ti avrei donato il silenzio del mattino, quando il mondo è ancora un foglio bianco, per stenderlo sotto i tuoi passi stanchi e farti camminare sulle nuvole, senza affanno. Ti avrei donato il riflesso della luna in un bicchiere, perché tu potessi bere luce nelle notti buie e trasformare ogni tua piccola paura in una perla da custodire nel palmo della mano. Ti avrei donato l’attimo esatto in cui il fiore sboccia, quel brivido invisibile che nessuno sa guardare, per dirti che la tua bellezza non vive nel tempo che passa, ma nell’incanto eterno che sai seminare restando. Ti avrei donato l’eco di ogni mia parola taciuta, quelle nascoste tra i battiti del cuore, per farne un mantello caldo contro il freddo della vita e ricordarti, in ogni istante, che non sei mai sola. Ti avrei donato l’orizzonte dove il cielo cade nel mare, quel confine sottile in cui l’impossibile si fa carezza, perché tu potessi sentire, nell’ultima vibrazione dell’aria, che ogni mio battito...

Lo specchio dell'anima


 

Nell’abisso dell’anima, uno specchio si staglia, riflettendo i segreti celati, le passioni nascoste. L’argento liquido cattura l’essenza, la verità e la luce danza, svelando le ombre più profonde.

Osserva attentamente, viaggia oltre la superficie, le rughe dell’esperienza, le cicatrici del tempo. Riflessi distorti, frammenti di ricordi e sogni, si fondono in un mosaico di vita, di desiderio.

Lo specchio dell’anima, non mente mai, rivela la bellezza e la fragilità dell’esistenza. Guarda dentro, oltre il vetro freddo e lucido e troverai la tua storia, scritta in luce e ombra.

Così, poeta dell’anima, scrivi con parole d’argento, sulla superficie riflettente, lascia un’impronta eterna. Perché ogni anima è un poema, ogni sguardo uno stadio e lo specchio, fedele compagno, custodisce il nostro viaggio. 

 

26 Aprile 2024

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