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Ti avrei donato

  Ti avrei donato il silenzio del mattino, quando il mondo è ancora un foglio bianco, per stenderlo sotto i tuoi passi stanchi e farti camminare sulle nuvole, senza affanno. Ti avrei donato il riflesso della luna in un bicchiere, perché tu potessi bere luce nelle notti buie e trasformare ogni tua piccola paura in una perla da custodire nel palmo della mano. Ti avrei donato l’attimo esatto in cui il fiore sboccia, quel brivido invisibile che nessuno sa guardare, per dirti che la tua bellezza non vive nel tempo che passa, ma nell’incanto eterno che sai seminare restando. Ti avrei donato l’eco di ogni mia parola taciuta, quelle nascoste tra i battiti del cuore, per farne un mantello caldo contro il freddo della vita e ricordarti, in ogni istante, che non sei mai sola. Ti avrei donato l’orizzonte dove il cielo cade nel mare, quel confine sottile in cui l’impossibile si fa carezza, perché tu potessi sentire, nell’ultima vibrazione dell’aria, che ogni mio battito...

Il poeta innamorato

 

Nel silenzio della notte, un poeta innamorato,

siede solo con la penna in mano,

tra le pagine bianche del suo quaderno,

scrive versi d'amore, teneri e sinceri.


Ogni parola è un battito del suo cuore,

ogni metafora, un desiderio nascosto,

parla di occhi come stelle brillanti,

di sorrisi che illuminano i suoi giorni.

 

Il poeta innamorato sussurra al vento

le sue poesie, sperando che volino lontano,

che raggiungano l'amata, la sua musa,

che legga nei suoi versi l'amore da lui provato.

 

Ma il poeta teme, il suo cuore trema,

di rivelare il sentimento che lo consuma,

così ama in segreto, ama in silenzio,

con la speranza che un giorno lei possa capire.

 

La paura del rifiuto è un dolore muto, 

che come un frutto amaro, lascia in bocca un gusto agro,

il rifiuto è un precipizio, che incute timore nel suo cuore,

dolorosamente spezzato, in passato, dalla fine di un amore.

 

E mentre la luna ascolta, dolce compagna di tante lacrime passate,

il poeta innamorato continua a scrivere,

perché sa che l'amore, anche se non detto,

è come una poesia che non finisce mai.


(24 Aprile 2024 ore 01.10)

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